Rimossi i direttori di Vita Cattolica e Radio Spazio 103, cura dimagrante della Diocesi di Udine

Che le attività editoriali della diocesi di Udine non navigassero in acque tranquille lo si era già capito da settimane, voci insistenti di probabili mancati rinnovi contrattuali per i giornalisti e conti in rosso a causa di mancati introiti pubblicitari. Alla fine i nodi sono giunti al pettine e le incapacità commerciali ancora una volta si ripercuotono sui giornalisti. A farne le spese sono i due direttori che lasciano rispettivamente il settimanale diocesano “La Vita Cattolica” e l’emittente “Radio Spazio 103”.  A prendere le redini sotto un’unica direzione sarebbe monsignor Guido Genero, vicario generale dell’arcidiocesi di Udine nonché iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1980.
Si legge infatti in una nota pubblicata sul sito del settimanale diocesano dal titolo “Avvicendamenti nei media diocesani”:
“I media cattolici sono ovunque in una fase di necessaria riperimetrazione. Stanno arrivando al pettine, infatti, gli esiti della decennale crisi economica, della vorticosa irruzione dei social, del mutato rapporto di fidelizzazione con il proprio bacino di riferimento.
Anche nell’Arcidiocesi di Udine si impongono scelte non più procrastinabili al fine di mettere in sicurezza, sulla base dei nuovi dispositivi di legge, un patrimonio di esperienze che sarebbe esecrabile lasciar evaporare.
L’Autorità diocesana ha con ciò deciso di ricondurre sotto un unico soggetto giuridico sia il settimanale «La Vita Cattolica» sia l’emittente «Radio Spazio 103» sia le testate web con i relativi comparti di raccolta pubblicitaria e di affidare tali strumenti ad uno stesso direttore responsabile. In questa chiave si ha dunque un avvicendamento al timone delle principali iniziative editoriali: al dr. Roberto Pensa, direttore de «La Vita Cattolica», e al dr. Marco Tempo, direttore di «Radio Spazio 103», va il grazie più sentito per l’opera fino a qui svolta. Ad essi subentra il vicario generale, monsignor Guido Genero, a significare la delicatezza del momento e l’importanza del processo avviato, che richiede l’apporto sinergico di quanti professionalmente opereranno nell’unica redazione. L’Arcivescovo confida nella pronta e generosa dedizione di coloro che sono toccati da queste scelte, mentre a tutti chiede di accompagnare con accresciuta simpatia il rilancio dei media diocesani, per il bene della comunità friulana”.
Fermo restando che non si capisce in cosa di dovrebbe concretizzare “la pronta e generosa dedizione di coloro che sono toccati da queste scelte”, forse ad andarsene in silenzio senza chiedere magari i diritti previsti dal contratto nazionale?
Comunque l’operazione sarebbe stata orchestrata dalle indicazioni del consulente esterno Dino Boffo, nome non certo sconosciuto, ex direttore dell’Avvenire diventato poi per le false accuse che Vittorio Feltri gli rivolse su Il Giornale per ritorsione per aver criticato l’allora premier Berlusconi, il trattamento del quotidiano di Feltri fu poi battezzato “metodo Boffo”. Uomo esperto di editoria Boffo ha convinto la Diocesi di Udine a rivoluzionare le proprie testate unificandole sotto un’unica direzione che sarà affidata a risorse interne alla Curia. Un ritorno al passato, chi non ricorda infatti la battagliera direzione di Don Duilio Corgnali.  Da quanto si è saputo fra l’altro i 5 dipendenti ( esclusi i due direttori già esautorati) sarebbero già in una sorta di contratto di solidarietà. Probabilmente “un fai da te” visto che non risulta nessuna richiesta di stato di crisi fattore fondamentale per avanzare la richiesta di contratto di solidarietà.

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