Migranti: Serracchiani, la Lega di governo non ne parla più

 

"La Lega si prepara a governare e per magia non si parla più di profughi, non sono più l'emergenza nazionale: ringrazino almeno il ministro Minniti che da un anno in qua ha fatto precipitare gli sbarchi sulle coste italiane". Lo ha affermato la deputata del PD Debora Serracchiani, riferendosi al bollettino mensile di Frontex, che indica in 1.400 gli arrivi in Italia a marzo e in 6.600 quelli dell'inizio dell'anno, pari a -88% su base mensile e -75% su quella trimestrale. Cifre definite "in picchiata" rispetto agli stessi periodi del 2017.

Per la parlamentare dem "un'intera campagna elettorale è stata montata sul rischio invasione, e in alcune regioni dove presto si vota la destra continua a fare allarmismo. Ma la realtà è che mentre Salvini e i suoi sottopancia pompavano la paura dei cittadini, Minniti ha lavorato senza fare chiasso e producendo i risultati concreti che ora si vedono".

"Ora toccherà a loro assumersi la responsabilità di risolvere i problemi come hanno promesso e noi - ha sottolineato Serracchiani - confronteremo i risultati con le promesse. Vigileremo sui rapporti con i Paesi del Mediterraneo e su come saranno tenuti sotto controllo i flussi. Perché i cittadini vanno ascoltati e rispettati offrendo soluzioni alle loro preoccupazioni, non solo facendo da megafono". Già ieri, sempre Serracchiani, aveva attaccato Salvini sul tema migranti, questione  su qui,  evidentemente, il Pd del dopo elezioni politiche vuole incalzare la destra salviniana: "La destra del Friuli Venezia Giulia dovrebbe battere i pugni per chiedere al Governo di opporsi alla sciagurata politica del gruppo di Visegrad, che vuole farci tenere tutti i profughi che arrivano in Italia. L'esercito ai confini non serve a niente, tranne che raccontare frottole buone per la campagna elettorale". Lo afferma la deputata del PD Debora Serracchiani, commentando le dichiarazioni del nuovo premier slovacco, Peter Pellegrini, contrario alla redistribuzione di quote di rifugiati. "Questi di Visegrad - ha continuato Serracchiani - sono i modelli di Paesi cui guardano le nuove destre sovraniste italiane, i duri e puri del filo spinato ai confini. Spieghino loro agli italiani che i primi a pagare il prezzo delle politiche dei vari Orban e Pellegrini siamo noi, i Paesi di primo arrivo. Noi italiani siamo tra quelli che versano all'Ue le risorse con cui questi Paesi di recente ingresso e recente democrazia si sono costruiti il loro sviluppo economico. E ora il signor Pellegrini vuole trattarci come la Turchia: pagarci, con i nostri soldi magari, perché ci teniamo tutti i profughi".  "C'è da sperare che al difficile summit UE-Balcani occidentali del prossimo 17 maggio a Sofia - ha aggiunto Serracchiani - ci sarà un nuovo Governo italiano, che difenda sul serio i nostri interessi sia per la gestione dei profughi sia per questioni molto concrete che ci interessano, come l'integrazione del sistema ferroviario dei Balcani con quello UE. Ma di questo finora - ha concluso - non sento nessuno che a destra se ne occupi".

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