60 anni di sfruttamento coloniale della risorsa acqua della Carnia: protestano i Comitati e chiedono di Costruire la società energetica Regionale

"Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna...." così cantava il sommo Petrarca fondendo non a caso il soggetto delle sue attenzioni  con il paesaggio e soprattutto con la fonte della vita che è l'acqua, Petrarca proietta sul paesaggio l'identità dell'oggetto d'amore, cioè il fantasma di Laura. Consentiteci questa divagazione poetica perchè quando si parla di acqua deve essere subito chiaro che questo è bene pubblico supremo. Del resto non è un caso che sin dai propri albori la poesia si è appropriata delle immagini della natura per modellarle secondo le proprie necessità comunicative e simboliche, e forse nessun elemento è deformabile ed adattabile a questi fini quanto lo è l’acqua, intrinsecamente priva di una forma definita e per questo amata dai poeti di ogni tempo e latitudine. Essa si è vista variare in immaginazione e forma per veicolare un ventaglio di messaggi e concetti anche opposti: si veda per esempio  Commedia di Dante dove i fiumi rappresentano un momento di transizione, sia esso negativo come l’Acheronte solcato il quale si accede all’Inferno o lo Stige che precede la città di Dite, o sia positivo come i due fiumi dell’Eden, il Lete che cancella il ricordo dei peccati commessi in vita e l’Eunoé che rafforza il ricordo del bene compiuto. Se poi approfondiamo nella stessa opera troviamo il lago Cocito come una distesa d'acqua ghiacciata, immobile nell’intrappolare e nel rendere eterna la punizione dei più bassi tra i peccatori e di Lucifero stesso. Insomma nei casi del Cocito e dei fiumi dell’Eden vediamo dunque l’acqua legarsi ai concetti del tempo della memoria, e in effetti è forse questo il binomio simbolico in cui il liquido si è visto collocare con maggiore frequenza. Così fra tempo passato e memoria che si vorrebbe rimuovere, sabato scorso Verzegnis ha ospitato un convegno sul 60° anniversario della costruzione della diga che ha originato il bacino idroelettrico. Promotori dell’evento i Comuni di Amaro, Cavazzo Carnico, Tolmezzo, Verzegnis e la Gestione Associata degli stessi 4 Comuni con la sponsorizzazione di a2a spa, Friuli Venezia Giulia Turismo, Consorzio BIM, Crédit Agricole- Friuladria, Circolo Culturale “Pio Frezza” di Verzegnis. Per fortuna in aiuto sono arrivati i comitati che in questi anni hanno tenuta viva la memoria e cercato nel contempo di far si che per alcuni soggetti che sull'acqua hanno fatto affari milionari si potessero aprire le chiuse  dello Stige dantesco o quelle del lago Cocito. Ovviamente la battaglia non è per nulla conclusa ma è bene che la memoria venga tenuta ben salda  perche, per rimanere in tema dantesco, non prevalga  il Lete, il fiume dell'oblio  che cancella il ricordo dei peccati o peggio che qualcuno si arroghi il diritto di pensare di essere degno dell’Eunoé, le acque che rafforzano il ricordo del bene compiuto.    Così pubblichiamo volentieri il commento all'evento di Verzegnis sottoscritto dal Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento di Tolmezzo, il Comitato di difesa e valorizzazione del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni con sede a Alesso, il Comitato Acqua Libera, Alto But, con sede a Paluzza, Legambiente della Carnia, Canal del Ferro, Valcanale, il Comitato Val Degano di Ovaro e il Comitato Interregionale Carnia-Cadore “Per Altre Strade”, Val Tagliamento di Forni di Sotto hanno inviato un articolato comunicato non condividendo evidentemente il “tripudio” interessato degli organizzatori del convegno: “Le relazioni, comprese quelle tecniche, si sono rivelate di contorno ad un’esaltazione di quel dinosauro, parente di quello del Vajont, che è l’impianto idroelettrico del Tagliamento e dell’attuale suo gestore, la multiutility lombarda a2a, il cui relatore ha calato due affermazioni pesanti: -la prima, che per il lago di Cavazzo – come se prima non fosse esistito in ottima salute per secoli e millenni - è vitale l’apporto dello scarico della centrale, che invece lo ha devastato con l’apporto di acqua gelida e fango; - la seconda, che la centrale deve mantenere lo scarico nel lago, ciò che ha il sapore di un sottile preavviso di contrarietà al bypass del lago, di qualche accordo con il Consorzio di Bonifica Friulana per utilizzarne le acque a scopo irriguo a danno – ancora una volta - della montagna, di recupero del progetto di pompaggio. Dicano che ne pensano in proposito i sindaci di Trasaghis e Cavazzo presenti in sala e la Regione assente. La gente ha diritto di saperlo”.
Agli organizzatori, patrocinatori e relatori, continua la nota dei Comitati, ricordiamo noi quanto loro hanno volutamente nascosto: l’ energia elettrica prodotta con lo sfruttamento idroelettrico delle acque della Carnia è stata portata lontano; i lauti profitti sono finiti nelle tasche degli azionisti: i Comuni di Milano 25%, Brescia 25%, altri investitori nazionali ed esteri (fonte il sito a2a), lasciando in loco le briciole dei sovracanoni e la carità interessata di qualche sponsorizzazione.
Alla Carnia invece sono rimaste solo le ricadute negative: con la fine dei lavori di costruzione degli impianti idroelettrici la fine anche del promesso miracolo dello sviluppo della Carnia, l’inizio della disoccupazione e conseguente emigrazione (Leonardo Zanier: Libars di scugni la!);
- il dissesto idrogeologico (rii e torrenti senz’acqua, sorgenti sparite, falde abbassate, sprofondamenti del terreno, prosciugamenti di rogge con conseguente chiusura di mulini e segherie, impoverimento di acquedotti, circa 80 km di gallerie di convogliamento delle acque;
- il Tagliamento, definito “re dei fiumi alpini” ridotto beffardamente a schiavo degli interessi idroelettrici, ad una pietraia deserta o con un morente filo d’acqua per lunghi kilometri;
- corsi d’acqua su cui il concessionario di derivazione idroelettrica ritiene di avere tanto potere da opporsi, anche in sede giudiziaria, ad una captazione comunale per acquedotto;
- livelli occupazionali estremamente ridotti nel settore in questi ultimi anni ed inadeguata manutenzione delle opere di presa e dei sentieri di accesso alle stesse;
- l’aspettativa di uno sviluppo turistico sul bacino di Verzegnis è andata delusa e compromesse le potenzialità del lago di Cavazzo.
- il lago di Cavazzo ed il bacino di Verzegnis per i quali la perizia del 11.01.2011 sul progetto di pompaggio stesa dall’ing. Garzon, incaricato dai Comuni di Trasaghis, Bordano, Cavazzo Carnico, Verzegnis , dal Consorzio BIM e dalle Comunità Montane della Carnia e del Gemonese, munita dei relativi calcoli, così conclude a pagina 32, punto 5.3.3 “Tempo previsto per l’interrimento completo dei laghi”: considerando la situazione attuale con gli impianti esistenti, si avrà che:
* il Lago di Cavazzo presumibilmente tra 110 anni sarà riempito;
*il Lago di Verzegnis (Ambiesta), invece, si riempirà di sedimenti in circa 140 anni.
Una domanda s’impone a cospetto di questa realtà, chiosano i Comitati: l’acquiescenza dei comuni organizzatori e del Consorzio BIM, enti pubblici che peraltro lamentano difficoltà nell’incasso di tributi da certi derivatori, verso un convegno rivelatosi un’esaltazione dell’impianto idroelettrico dinosauro del Tagliamento e dell’attuale gestore a2a, in cui non una parola invece è stata detta sulle tante e gravi ricadute, è dovuta ad ingenuità, a perdita di memoria, ad offuscamento del ruolo istituzionale di difesa del proprio territorio e della sua gente o, forse, anche della dignità? Il che, commentano, farebbe rivoltare nella tomba il socialista Vittorio Cella ed il democristiano Michele Gortani. A rivoltarsi contro questo sfruttamento coloniale della risorsa acqua, che porta lontano i kw, i relativi profitti ed ora persino l’acqua del rubinetto di casa, dovrebbero essere i carnici, e non solo, pretendendo, tra l’altro, concludono i Comitati, che il Consiglio regionale, imparando dal Trentino, approvi subito la Proposta di Legge n. 193 “Costituzione della Società Energia Friuli Venezia Giulia” interamente partecipata dalla Regione, di modo che, acquisendo essa stessa le concessioni, si possa affermare: Acque nostre, kilowattore nostri, utili nostri!!!

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