Aeroporto, Savino (Fi): “Tanti proclami e pochi fatti”

La parlamentare e coordinatrice in Fvg di Forza Italia Sandra Savino polemizza con la governatrice Serracchiani in merito alla posa della prima pietra del polo intermodale di Ronchi dei Legionari.
«Dopo una campagna denigratoria senza precedenti ed un presunto rinnovamento l’Aeroporto di Ronchi dei Legionari, o meglio il “Trieste Airport”, dice Savino, prosegue nella sua caduta verticale». Sandra Savino denuncia ad un anno e mezzo dall’insediamento del nuovo presidente, Antonio Marano, una situazione drammatica dello scalo. «Hanno accusato la passata giunta di aver affossato l’aeroporto, eppure il crollo dei passeggeri è avvenuto nel 2014 da quando cioè la Serracchiani ha rifiutato ogni confronto con l’allora presidente Sergio Dressi. Si vantano di aver avviato e fatto opere che in realtà sono state realizzate grazie alla precedente presidenza e alla precedente giunta. Un esempio è il polo intermodale, bloccato da Illy e poi sbloccato dal centrodestra con il reperimento dei finanziamenti e le gare d’appalto. Dopo un anno e mezzo i nuovi vertici - prosegue la parlamentare azzurra - possono continuare a vantarsi del calo dei passeggeri, dell’inaugurazione di poche nuove aree malamente riscaldate come denunciano i passeggeri, del ritardo nella realizzazione del polo intermodale e di una campagna pubblicitaria legata al nuovo nome e pagata 20 mila euro con l’affido diretto ad un’agenzia. Resta però il nodo principale: quale futuro avrà lo scalo? La fusione con Venezia è ormai tramontata grazie alle colpevoli scelte della giunta, non sembra vi sia una crescita di passeggeri e con la crisi di Alitalia potrebbero arrivare nuovi tagli. Hanno fatto degli “abbellimenti”, peraltro previsti dal piano industriale, grazie allo sblocco del contratto con Enac, costi che però potrebbero avere ripercussioni pesantissime sui bilanci se non ci dovesse essere nel 2017 una crescita dei voli, crescita che appare lontana. I nuovi vertici e la giunta dicono che tutto procede alla grande, almeno i soldi per la comunicazione sono stati spesi bene» conclude amaramente Savino.

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