Al via la mostra Massimiliano e Manet. Un incontro multimediale al Castello di Miramare

E' stato presentato il percorso immersivo e “multimediale” Massimiliano e Manet, allestito negli spazi delle Scuderie del Castello di Miramare da oggi 12 maggio al 30 dicembre 2018.
La Direttrice Andreina Contessa ha introdotto il progetto e ringraziando le co-curatrici Rossella Fabiani e Silvia Pinna, Civita Tre Venezie e Villaggio Globale International, che hanno prodotto questo "incontro impossibile".
"A ricordare i passati 150 anni dall'avvenimento - ha spiegato la Direttrice - la mostra Massimiliano e Manet. Un incontro multimediale propone un punto di vista inconsueto e un innovativo modo di raccontare la storia di Massimiliano d'Asburgo, iniziando dall'evento più tragico, problematico e difficile da narrare: la sua tragica esecuzione in Messico". "Il racconto - prosegue la Direttrice - è organizzato come un viaggio da Miramare al Messico a Parigi - dove la notizia della tremenda fucilazione arriva via stampa e scuote l'animo degli intellettuali e di un grande artista del tempo - e infine a Trieste, luogo del ritorno e del presente. Un viaggio poetico attraverso il mare - amatissimo da Massimiliano e costellato dai suoi pensieri vagabondi sulle onde - chiude il percorso e ci riporta al Messico di oggi, dove questo evento è stato rivistato da due artisti messicani contemporanei [Calixto Ramirez Correa ed Enrique Méndez de Hoyos]".
Ad accompagnare i visitatori in questo flashback virtuale è la narrazione teatrale ideata dallo sceneggiatore Alessandro Sisti e recitata da Lorenzo Acquaviva, che nei panni di Massimiliano fa rivivere le emozioni e le contraddizioni di questa trama, raccontando in prima persona le preoccupazioni dell’imperatore, il suo amore per Carlotta e per Trieste, il suo impegno per il Messico e i suoi tentativi di un governo illuminato.

La “multimedialità” è al centro di questa rievocazione, instaurandosi su più livelli di lettura, non solo per l’evidente relazione tra il racconto digitale e l’ambiente di Miramare in cui questo viaggio viene “rivissuto”, ma anche per la pluralità di piani cui rimanda. Dai giornali, attraverso cui Manet viene a conoscenza della tragica fine di Massimiliano, alla pittura come mezzo di denuncia capace di aprire un acceso dibattito sulla censura – che fu animato peraltro dallo scrittore Émile Zola e coinvolse figure come Giosuè Carducci e Franz Listz -, dalla narrazione scenografica e potente ai video finali di due artisti messicani che ci riporteranno all’oggi. In questo tessuto di connessioni emergerà anche la doppia valenza dell’arte, che se da un lato indossa le vesti ufficiali della cronaca, come mostrano i dipinti del tempo esposti nelle Scuderie e nel Castello, dall’altro esprime la sua capacità di smascheramento della rappresentazione della realtà.

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