Alessandro Colautti: “Il patto Serracchiani – Padoan, se fosse rinnovato, potrebbe portare 120 milioni di euro in più. Investiamoli su famiglia, enti locali, montagna e sanità”

Famiglia, enti locali, montagna, sanità. Sono questi i grandi temi al centro della proposta finanziaria di Autonomia Responsabile Di Renzo Tondo e Alternativa Popolare di Alessandro Colautti, presentate in maniera congiunta alla stampa presso la sede della Regione di Udine. Una sintonia, quella tra i due movimenti, che sfocerà a breve nell'unione dei due gruppi e in una lista unica in vista delle elezioni regioni del prossimo anno. Autonomia e Alternativa hanno infatti lavorato insieme, in maniera costruttiva, facendo una opposizione competente e responsabile, andando oltre gli slogan e gli attacchi strumentali all'operato della giunta Serracchiani che caratterizzano il clima da campagna elettorale. L'analisi della finanziaria che andrà in aula la prossima settimana e le proposte per gli eventuali emendamenti fanno parte quindi di una ultima proposta politica concreta alla giunta per lavorare, insieme, prima della scadenza del mandato, con responsabilità nei confronti della comunità regionale. “L'occasione per una riflessione di quelli che potranno essere gli ultimi impegni della Regione – spiega Alessandro Colautti di Alternativa Popolare - parte proprio dallo spunto che ci arriva leggendo la finanziaria firmata da Peroni: questa ci è stata presentata come autosufficiente dal punto di vista economico, anche in assenza del rinnovo del patto Serracchiani – Padoan. Qualora il patto, tuttora scaduto e da rinegoziare – pericolosamente durante la legge di stabilità nazionale e non in anticipo come sempre successo finora - venga rinnovato, potremmo ritrovarci con un “tesoretto” da 120 milioni di euro in più. Cosa farne? Noi abbiamo delle proposte in merito”. Si parte quindi con la valorizzazione della montagna, “territorio sistematicamente trascurato dall'amministrazione”, con una politica precisa non assistenziale ma fatta di sgravi e incentivi, per continuare con una panoramica di politiche per la famiglia, con diretta ispirazione all'Alto Adige, unica area italiana in cui il trend delle culle vuote è in controtendenza. “Il terzo tema” continua Colautti “è invece quello che riguarda gli enti locali: bisogna andare oltre alla riforma delle UTI, programmando gli interventi anche per i cosiddetti “dissidenti”, coinvolgendoli negli investimenti destinati al Patto di Sviluppo Territoriale, tramite un fondo aggiuntivo ad hoc che possa coinvolgere tutti i comuni facenti parte delle UTI. Altrimenti come si può pensare di fare una serie programmazione di interventi di un’area se questa è monca?" Il quarto punto riguarda i disservizi del sistema sanitario e della riduzione dei tempi di attesa. Da questo punto di vista, senza voler bypassare la sanità pubblica, "pensiamo che il privato possa venire sovvenzionato per andare incontro alle esigenze dei cittadini in merito a risposte più rapide per visite ed analisi”.

Nella sua analisi Alessandro Colautti ha fatto riferimento anche al tema di Autovie Venete, auspicando che i 120 milioni di euro che potrebbero arrivare con il rinnovo del patto non siano già stati mentalmente accantonati per ristorare i privati (essenzialmente le banche). Pare infatti che l’ANAS, contrariamente a quanto sostenuto dalla Serracchiani, non entrerà a far parte della newco pubblica che si andrà a costituire per poter ottenere la proroga della Concessione autostradale.

“Porteremo inoltre in aula– conclude Colautti - i numeri tangibili rispetto agli effetti sul governo della spesa delle riforme sanitaria e delle Uti: in modo da chiarire definitivamente il presunto contenimento della spesa e la riduzione della burocrazia, aspetti secondo il nostro parere ampiamente fallimentari rispetto alle prerogative iniziali".

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