Allarme di Confindustria Udine: i prestiti bancari alle aziende con sede in regione sono diminuiti dell’1,7%

In Friuli Venezia Giulia i prestiti bancari alle imprese con sede in Regione, nei dodici mesi terminanti a settembre 2017, sono diminuiti del -1,7%. Il report diffuso dall’Ufficio studi di Confindustria Udine, elaborato su dati di Banca d’Italia, fotografa una situazione che presenta dinamiche differenti a seconda dei settori: i finanziamenti, infatti, sono cresciuti nell’industria manifatturiera, +1,5%, mentre è proseguito il calo nelle costruzioni, -6,3%, e nei servizi, -2,1%. La situazione appare comunque in miglioramento rispetto a settembre 2016 (-3,3%).
Nei primi nove mesi del 2017 i finanziamenti erogati da banche e società finanziarie alle famiglie residenti in Regione sono, viceversa, cresciuti del 3% su base annua (due terzi riguardano i prestiti per l’acquisto di abitazioni).
“La produzione industriale in provincia di Udine – commenta Anna Mareschi Danieli - ha chiuso il 2017 con una crescita media annua del 3%, il valore più alto dal 2010. Il credito bancario alle imprese, tuttavia, non va di pari passo e andrebbe adeguatamente rafforzato. La situazione non è più quella di un forte freno, come nella fase peggiore tra 2011 e 2016, ma di un’offerta che rimane comunque molto selettiva, specie verso specifici settori. Vari fattori favoriscono le erogazioni, come l’azione espansiva BCE, ma altri agiscono in direzione contraria, come la stretta regolatoria (addendum BCE su NPL, regole di Balilea 4 sui modelli di calcolo del rischio di credito) e l’accresciuta attenzione al rischio delle banche”.
In miglioramento la qualità dei prestiti: nella media dei quattro trimestri terminati a settembre 2017 il tasso di deterioramento, ovvero i flussi di prestiti deteriorati rettificati in rapporto alle consistenze dei prestiti non deteriorati, è sceso all’1,7%, diminuendo sia per le imprese (attestandosi al 2,4%, con un distinguo: 1,4% per le manifatturiere, 8,8% per le costruzioni, 2,2% per i servizi), che per le famiglie (1,1%). A marzo 2016 il tasso totale era pari al 3,2% (4,7% per le imprese, 2,9% per le manifatturiere, 10,9% per le costruzioni, 1,7% per le famiglie).
“Il tema dell’accesso al credito – ricorda la presidente di Confindustria Udine - rappresenta uno snodo cruciale per le nostre imprese per investire in nuove tecnologie e, se necessario, per promuovere anche a una crescita dimensionale delle aziende. Il nostro tessuto produttivo si misura con queste sfide ed è costituito principalmente da piccole e medie imprese, normalmente poco patrimonializzate e spesso non adeguatamente attrezzate a interfacciarsi con un mercato del credito in continua evoluzione e con le istituzioni finanziarie in genere. Il nuovo contesto impone alle aziende un salto culturale: dobbiamo innovare i modelli di finanziamento e di governance delle nostre aziende per raccogliere capitale adeguato ai piani di crescita industriale. Le imprese devono conoscere e imparare a utilizzare anche strumenti finanziari alternativi per diventare meno bancocentriche”.
Fin qui gli impegni che attendono le imprese, dunque. Ma anche il sistema bancario può e deve fare la propria parte.
“Sappiamo quali sono i nostri compiti per casa – sottolinea Anna Mareschi Danieli -, ma anche alle banche vogliamo chiedere qualcosa. Abbiamo bisogno di banche che facciano sempre più impresa bancaria e che siano vicine all’economia reale, quella che sta trascinando il Paese fuori dalla crisi. La manifattura – fatta da tante imprese, anche e soprattutto Pmi – è la locomotiva di questa ripresa e va sostenuta anche sul fronte del credito”.
A tal riguardo, Confindustria Udine nel documento presentato ai candidati alle elezioni regionali, ha affrontato il tema dell’accesso al credito formulando alcune proposte precise.
“Secondo noi – conclude la presidente Anna Mareschi Danieli – è indispensabile approdare a un coordinamento operativo tra Friulia, Banca Mediocredito, Frie e Confidi, previsto da Rilancimpresa. Va pienamente attuato per integrare le diverse forme di sostegno finanziario agli investimenti, intervento in capitale, concessione di mutui, garanzie, nuova finanza. Friulia potrebbe svolgere funzioni di regia, concentrando l’attenzione su due profili di investimento: operazioni di ristrutturazione o di riposizionamento in piccole e medie imprese che risentono degli effetti della globalizzazione, programmi complessi di trasformazione digitale. Con l’obiettivo di promuovere tali investimenti potrebbe essere costituito presso Friulia un apposito fondo o assicurato un aumento di capitale per un importo, quale dotazione di partenza, pari a 20 milioni di euro: una quarantina di interventi con taglio di 500mila euro ciascuno”.

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