Allarme di Europol, sempre di più possibili gli attentati dell’Isis in Europa. Nel mirino gli obiettivi sensibili “natalizi”

L’Isis potrebbe compiere nuovi attentati in Europa, contro Paesi che fanno parte della coalizione a guida Usa per combatterlo in Medio Oriente. Anche avvalendosi dello stesso ‘metodo’ che usa in Siria e in Iraq, ovvero le autobombe. A dirlo è l’European counter terrorism centre (Ectc) di Europol, che in un nuovo rapporto cita anche informazioni di media e appelli già diffusi dai leader dell’autoproclamato Califfato per nuovi attacchi. La Francia è il Paese più a rischio, ma nella lista ci sono anche Belgio, Germania, Olanda e Regno Unito. L'Italia non è menzionata ma è ovvio che anche il nostro Paese non è esente da rischi e non necessariamente a rischio è solo la capitale. In realtà a rischio sono tutti i simboli occidentali e in periodo natalizio soprattutto i templi del consumismo più che quelli religiosi o culturali. I secondi infatti sono tutto sommato facilmente controllabili mentre l'enorme afflusso di perone nei centri commerciali rende praticamente impossibile un controllo efficace. E che i terroristi puntino sempre più spesso sui centri commerciali è un dato di fatto basti pensare all'episodio di Monaco (vedi foto copertina). Luoghi frequentatissimi, zeppi di gente, giovani, donne, famiglie, bambini è lì che gli integralisti islamici dell’Isis vogliono fare il maggiore numero di morti per ingenerare paura. Per sconvolgere le abitudini degli “infedeli occidentali” si legge chiaramente nei proclami del califfo e dei suoi sodali. E questo non vale solo per i paesi occidentali, e grandi prove l'Isis le ha compiute in altri Paesi, nel luglio scorso a Baghdad, capitale dell’Iraq, gli aguzzini del califfo Al Baghdadi hanno pianificato e realizzato un triplice attentato suicida nell’affollato quartiere di Karada, nel centro della città. Le bombe sono scoppiate proprio nei pressi di un mega centro commerciale, provocando una carneficina: quasi 300 morti. Si è trattato del più sanguinoso attacco avvenuto in Iraq negli ultimi nove anni, compiuto là dove la gente si ritrova fino a tarda notte, là dove una città martoriata tentava di rinascere. Solo pochi giorni prima in Francia e in Belgio era stato lanciato l’allarme per un imminente attacco dei jihadisti. Fra gli obiettivi presi di mira proprio i mega negozi. Ed è invece il 19 marzo quando ad essere colpita è stata la Turchia. Colpevole un kamikaze che ha fatto strage a Istanbul, uccidendo sei turisti e ferendo altre 39 persone che si trovavano, ancora una volta, in un centro commerciale.
Ma forse la strage che maggiormente è rimasta impressa nella mente di tutti quella compiuta dal gruppo islamista Al Shabaab a Nairobi, in Kenya. È il 21 settembre 2013 quando dieci uomini armati fanno irruzione nel lussuoso centro commerciale di Westgate. Stavolta i morti sono 68. Negli occhi di tutti le immagini del panico e del sangue. Ora è giunto il nuovo dossier, dal titolo Cambiamenti nel modus operandi rivisitato dell’Isis, spiega che “valutazioni di alcuni servizi di intelligence indicano che diverse decine di persone dirette dall’Isis potrebbero essere attualmente presenti in Europa con la capacità di commettere attacchi terroristici“. Il dossier, sottolinea che gli attacchi in Francia e Belgio degli ultimi due anni mostrano come in effetti gli estremisti che agiscono nel nome dell’Isis siano in grado di mettere a segno attacchi complessi e abbiano “già adottato nuove tattiche per attaccare l’Occidente“. Secondo il documento, le minacce dinanzi alle quali si trovano i Paesi europei vanno dai network terroristici ai lupi solitari, da attacchi diretti dall’Iiss ad attacchi ispirati dal gruppo, dall’uso di esplosivi e fucili automatici al ricorso ad armi affilate e veicoli, da attacchi preparati meticolosamente ad attacchi improvvisati.

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