Allarme Unicef: In Iraq servizi sanitari a rischio per 750mila bambini

- I servizi sanitari di base sono a rischio per circa di 750.000 bambini a Mosul e nell’area circostante. Anche le violenze, sono attenuate meno del 10% delle strutture sanitarie nel Governatorato di Ninive funzionano pienamente e quelle operative sono sfruttate al loro limite. È quanto denuncia oggi l’Unicef.
Le strutture sanitarie sono devastate dopo tre anni di intense violenze in Iraq. Oltre il 60% di queste strutture sono stati ripetutamente attaccati, da quando le violenze si sono intensificate nel 2014.
“Lo stato del sistema sanitario dell’Iraq è allarmante. Per le donne in stato di gravidanza, per i neonati e i bambini, malattie prevenibili e curabili possono rapidamente diventare una questione di vita o di morte”, ha dichiarato Peter Hawkins, Rappresentante dell'UNICEF in Iraq, che ha appena visitato l’ospedale di Al Khansa a Mosul, il più grande della città. “Le strutture mediche sono utilizzate oltre la loro capacità e c'è una grave carenza di medicine salvavita”.
L’UNICEF ha potenziato il suo supporto alle strutture sanitarie primarie per aiutare il Governo dell’Iraq a fornire servizi sanitari fondamentali, per aiutare a riprendersi i bambini e le loro famiglie, colpiti dalle violenze e dagli sfollamenti.
A Mosul, l’UNICEF ha riabilitato i reparti pediatrici e nutrizionali di due centri ospedalieri, fornendo celle frigorifere per conservare vaccini per 250.000 bambini e ha supportato campagne di vaccinazione per somministrare vaccini a tutti i bambini sotto i 5 anni. La maggior parte dei centri sanitari nel governatorato ha anche ripreso i servizi di vaccinazione per i bambini.
“Mentre le persone cominciano a tornare alle proprie case, è fondamentale che i servizi di base come quelli sanitari, per l’istruzione e di sostegno specializzato per i bambini colpiti dalle violenze siano disponibili,” ha continuano Hawkins.
La Conferenza internazionale per la Ricostruzione dell’Iraq, che sarà ospitata dallo Stato del Kuwait la settimana prossima (12-14 febbraio) rappresenta “un’opportunità unica per il Governo dell’Iraq e la comunità internazionale”, sottolinea l’Unicef, per mettere i bambini al centro della ricostruzione, allocando investimenti maggiori ai servizi per i bambini.
“Ciò che ho visto in ospedale a Mosul mi ha ispirato e straziato allo stesso tempo. L’inventiva e la dedizione degli operatori sanitari impegnati a dare ai neonati il miglior inizio di vita nelle circostanze più difficili è notevole. Anche loro meritano sostegno, in modo che possano continuare a salvare vite”, ha concluso Hawkins.
L’UNICEF per il 2018 richiede 17 milioni di dollari per supportare in Iraq la ricostruzione delle strutture sanitarie per i bambini.
L’UNICEF ha supportato i servizi sanitari nel paese fornendo 160 celle frigorifere per conservare i vaccini per i bambini nel governatorato di Ninive; vaccinando circa 500.000 bambini contro polio e morbillo a Ninive e distribuendo circa 180.000 supplementi di vitamina A, come parte delle cure nutrizionali di emergenza.
Infine, l’anno scorso, l’UNICEF e i suoi partner hanno raggiunto 2,4 milioni di persone vulnerabili, sfollate dalle proprie case, compresi oltre 1 milione di bambini, con pacchetti salvavita di assistenza che contenevano acqua, cibo e kit igienici.

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