Alternativa Popolare già Ncd si scinde. Colautti: “termina esperienza politica, ripartire da un centro moderato”

La direzione di Alternativa Popolare ieri ha sancito la divisione del movimento tra un'anima che vuole continuare a governare col PD, guidata da Beatrice Lorenzin e un'altra, rappresentata dal nord e da Maurizio Lupi, che dopo l'esperienza di governo avrebbe voluto proporsi come forza autonoma alle prossime politiche, con l'obiettivo di raggiungere il 3%.
Questa linea non è stata condivisa e quindi il Nord di fatto ha inteso dar vita al quarto petalo, con le altre forze politiche della diaspora del centrodestra, tra cui Direzione Italia di Fitto.
“Una scissione dolorosa dopo una scommessa che da quattro anni aveva portato il movimento a essere una parte importante della vita politica del paese” conferma Alessandro Colautti, consigliere regionale di Alternativa Popolare.  “All'epoca il partito aveva fatto una scelta responsabile che ha contribuito a mantenere in piedi un sistema Italia in difficoltà. Adesso il futuro ci vede divisi nei percorsi”. Continua Colautti: “La scissione però non ci riguarda da vicino, Alternativa Popolare in Fvg ha sempre fatto parte dell'opposizione del centrodestra. Anzi, alla base della nostra scelta all'epoca non c'era affatto l'esigenza di governare, ma di partecipare ad una stagione di riforme di cui il Paese ha un grande bisogno. Personalmente sono amareggiato ma convinto che il nostro futuro vada verso la costruzione di una forza politica di centro moderata, responsabile, che faccia tesoro della cultura di governo e che si contraddistingua per non aderire alle dialettiche esasperate. In sostanza popolare e non populista. Dobbiamo ripartire da qua e già lo stiamo facendo dialogando in regione con Autonomia Responsabile, in un progetto che vorremmo portasse a un rafforzamento del pilastro moderato e liberale del centrodestra”

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