Apertura al traffico di via Mercatovecchio, nota stampa del Direttivo Comunitât di Udin

Il “tormentone” di via Mercatovecchio torna a colpire le giornate udinesi con un ritornello che da oltre quarant’anni, tiene ostaggio di un gruppetto di commercianti, sempre quelli del resto, l’intera città. Addossare alla mancata circolazione delle auto la crisi del commercio nel centro non solo si rivela miope, ma evita anche una serena analisi autocritica sulla politica fin qui seguita dei prezzi, degli affitti dei negozi, sull’innovazione d’iniziative e promozioni. Dovrebbe suonare come campanello d’allarme invece il fatto che marchi “must” come Zara, H&M abbiano scelto di aprire i loro punti vendita proprio in piena zona pedonale, in prossimità di quella galleria Bardelli divenuta il nuovo punto emporiale di Udine. La riapertura al traffico, ipotizzata dal sindaco Fontanini per compiacere e compensare l’appoggio elettorale, più di facciata che di sostanza, rischia di trasformarsi in un micidiale autogol per la città. Non si tratta più di una battaglia ideologica contro la passata giunta Honsell e la sua sciagurata pietra piacentina, progetto bocciato, prima che dal Tar, dalla forte contrarietà della cittadinanza che mai ha però messo in discussione o previsto passi indietro nella pedonalizzazione del centro storico: una certezza e una priorità ambientale in tutte le città del mondo civile. La campagna elettorale è finita, si provi, con serietà e competenza, ad affrontare in sede delle commissioni consiliari del Comune, la nostra proposta relativa al tram elettrico in funzione dalla Stazione ai Rizzi. Un progetto strategico, che consentirebbe a Udine di porsi al livello di importanti città europee, con dimensioni simili alla nostra e che, grazie a questa scelta, hanno risolto i problemi della viabilità e rivitalizzato, anche dal punto di vista commerciale, le zone percorse dalla linea.

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