“Arena” a Palazzo D’Aronco non mancano i gladiatori

Consiglio. I tifosi affollano l’Aula in occasione della mozione sul nome dello Stadio e la diffida all'Udinese calcio. La mozione viene approvata con 21 voti favorevoli e 8 contrari e 3 astenuti. In merito alla Osoppo, invece, si ipotizza un futuro per l’Archivio di Stato

Gran spettacolo al Gran Consiglio. Questa sera, infatti, l’assise cittadina è stata invasa da una folla di tifosi. Già, perché il clou della serata, è stata la mozione presentata dall’opposizione in merito all’ambiguità sul nome dello Stadio Friuli convertito in “Dacia Arena”. Nome che, ufficiosamente, al momento, compiacerebbe soltanto lo sponsor, l’omonima casa automobilistica rumena-francese.
Ma la numerosa presenza di cittadini in Aula non sorprende. Già da qualche giorno, infatti, rimbombava nell’aria il tam tam della “curva”, un pesto di tamburi magistralmente eseguito via Facebook dagli “Ultrà 1995” allo scopo di chiamare all’ordine tutti i tifosi scontenti dell’esotico ma ben remunerato nome.
Ed ecco che l’orda riunita è avanzata stasera alla volta della Loggia cittadina manifestando il suo dissenso.
Un’occasione da non perdere, in effetti, dal momento che alle 24 si è deciso se, come chiedeva il consigliere di Forza Italia, Vincenzo Tanzi, «diffidare l'Udinese calcio S.p.A. per il cambio di denominazione da "Stadio Friuli" in "Stadio Dacia Arena"».
«Considerato che a tutt’oggi non risulta nulla di ufficialmente siglato tra il Comune di Udine e la società Udinese Calcio, - scrive il forzista - e che preveda l’utilizzo del nome "Dacia Arena" o similare in sostituzione o a fianco dell’attuale e unico nome riconosciuto per l’impianto denominato "Stadio Friuli", e visto che in data 8 gennaio 2016 sul sito ufficiale di Udinese calcio S.p.A. è apparso un comunicato che riportava la dicitura "Dacia Arena", si impegna il sindaco e la Giunta a diffidare la Società Udinese Calcio S.p.A all’utilizzo di alcun nome diverso di quello ufficialmente riconosciuto nei documenti ufficiali e nella toponomastica cittadina, per l’identificazione dell’impianto sportivo di piazzale Argentina denominato “Stadio Friuli”, sia per l’attività prettamente calcistica sia di tipo commerciale e di marketing; all’utilizzo di denominazione diversa da quella ufficiale, nei comunicati stampa a tutti gli organi d’informazione nazionali ed esteri. Altresì - continua la mozione - il Consiglio comunale di Udine impegna il Sindaco e la Giunta a dissociarsi formalmente con quanto è avvenuto di recente, dichiarandosi formalmente estraneo ai fatti e oltretutto di non aver mai autorizzato la Società Udinese Calcio S.p.A all’utilizzo della dominazione "Stadio Dacia Arena", poiché risulta non corretta e non ufficialmente riconosciuta».
L’opposizione, inoltre, era forte del parere del Segretario generale del Comune, Carmine Cipriano che, già in data 1 ottobre 2015, esprimeva la sua «perplessità sulla legittimità della procedura. - sottolinenando, nel caso si trattasse di contratti pubblici - l’impossibilità di modificare l’offerta né prima né dopo l’aggiudicazione». Inoltre: «il divieto a modificare il nome dello stadio Friuli è stato imposto dal consiglio comunale e ribadito negli atti di gara, un requisito questo che, come detto, può aver influenzato la partecipazione alla gara per il trasferimento del diritto di superficie di altri soggetti e quindi gli aspetti quali-quantitativi dell’offerta».
Tradotto in parole povere, significa che: essendo lo stadio proprietà del Comune, nonostante sia dato in gestione “centenaria”, lo sponsor legato al nome dello Stadio deve essere oggetto di gara d’appalto pubblica. Conferma che arriva anche dall’Autorità nazionale per l’anticorruzione (Anac).
La mozione del consigliere di Forza Italia è stata approvata con 21 voti favorevoli, 8 contrari, 3 astenuti su 32 votanti.
La Osoppo.
Buone notizie, invece, in merito alle sorti dell’ex caserma Osoppo. Bando ai gattili e cose simili. L’area sarà senz’altro riqualificata e in tempi rapidi.
Il sindaco ha garantito che prenderà in seria considerazione le proposte dei cittadini e le manifestazioni d’interesse ricevute dopo la pubblicazione del bando. Inoltre, il primo cittadino ha acceso una speranza: quella di riuscire, attraverso accordi con il Demanio, di destinare l’area al sofferente Archivio di Stato, da anni senza magazzini e costretto a sacrificare un patrimonio documentario nelle cantine e nei garage. Se riuscisse in questa impresa, sarebbe opera di imperituro merito.

Lucia Burello

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