Arrestato in Brasile Cesare Battisti, cercava di fuggire in Bolivia

L’ex esponente dei Proletari armati per il comunismo è stato arrestato nella città di Corumbà, alla frontiera con la Bolivia. La fuga improvvisa sarebbe legata all’intenzione del presidente Temer di concedere l’estradizione chiesta dall’Italia. L’avvocato di Battisti ha subito presentato ricorso contro il fermo. Le tappe della vicenda dell’ex terrorista l’ex terrorista condannato a 4 ergastoli per altrettanti omicidi in Italia , uno dei quali avvenne in Friuli il 6 giugno del 1978. Battisti faceva parte del commando che in via Spalato sparò uccidendo il maresciallo della polizia penitenziaria Antonio Santoro. Oggi è stato arrestato dalla Polícia Rodoviária Federal, la polizia stradale federale brasiliana, nella città di confine di Corumbà, mentre cercava di lasciare il Brasile per raggiungere la Bolivia. Dalle prime informazioni sembra che la scelta di lasciare il Brasile sarebbe legata, come accennato in apertura, al fatto che il governo brasiliano stava decidendo di estradare Battisti per i crimini commessi negli Anni ’70, gli anni di piombo in Italia. Battisti ha subodorato quanto stava per avvenire cercando l’ennesiama fuga. Il presidente brasiliano Michel Temer si era espresso recentemente a favore dell’estrazione in Italia e il 27 settembre Battisti aveva presentato ricorso al Tribunale Supremo. Fermato mentre tentava di attraversare la frontiera Secondo il quodidiano “O Globo” la polizia stradale di Corrumba ha inizialmente avvicinato Battisti, che agli agenti ha detto di essere nella regione di frontiera con la Bolivia perché stava andando a pescare nelle vicinanze, ma sempre in territorio brasiliano. A quel punto Battisti è stato lasciato andare ma è stato seguito e poi fermato quando – sostengono gli agenti – ha cercato di attraversare il confine con la Bolivia. Al momento dell’arresto Battisti aveva con sé 5.000 dollari e 2.000 euro. L’ex terrorista è in stato di fermo ma deve ancora comparire davanti ad un giudice che potrà confermare l’arresto o anche rilasciarlo. Non appena saputo dell’arresto il suo legale ha presentato un ricorso alla Corte Federale Suprema per ottenerne il rilascio. “Non ci sono le motivazioni per l’arresto”, ha detto Igor Santana. Nel 2010 era stato – con una scelta esclusivamente politica – l’allora presidente Inacio Lula da Silva a sovvertire la scelta sempre del Tribunale Supremo che aveva concesso l’estradizione di Battisti. Lula aveva deciso di concedergli l’asilo politico. L’ex terrorista si era rifugiato in Brasile nel 2007 dopo essere scappato dalla Francia, dove per oltre 30 anni era vissuto liberamente grazie alla ‘dottrina Mitterrand’ di accoglienza verso le persone ritenute rifugiati politici. L’arrivo all’Eliseo di Nicolas Sarkozy aveva cambiato il regime di condiscendenza con cui l’allora presidente socialista aveva accolto diversi terroristi italiani. Il ricorso dell’Italia contro l’asilo politico Il 25 settembre l’Italia aveva presentato una nuova istanza per rivedere la decisione dell’ex presidente Lula che aveva concesso l’asilo politico a Battisti.

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