Assemblea del Pd di Udine: “diversi , nel mucchio, i temi più caldi” ma si è parlato solo del futuro candidato sindaco

In un comunicato ufficiale emesso oggi dal Pd di Udine, vengono narrate le gesta dei partecipanti alla prima assemblea cittadina del nuovo anno, verrebbe malignamente da dire .. la prima assemblea dopo la tranvata presa al referendum costituzionale con conseguente dismissione del premierato renziano.  E infatti appare subito chiaro che, esattamente come a livello nazionale e regionale, nel Pd udinese regna grande confusione, una confusione aggravata localmente dall’approssimarsi della fine del secondo mandato di Furio Honsell come primo cittadino del capoluogo friulano. Così almeno si intuisce, scrutando fra le righe e cavalcando le frasi della nota inviata dai democratici relativa all’assemblea svoltasi ieri nella sede  di via Maniago, a Udine.
Molti erano gli argomenti sul tavolo, come del resto, puntualizza in maniera didascalica il comunicato, avviene in tutte le assemblee. Ma dal tono, forse più che fra le righe, si capisce che di fatto, nonostante “diversi, nel mucchio, i temi più caldi” si è parlato in via quasi esclusiva del “tanto osannato nome del candidato alle prossime elezioni”. “Non è un mistero infatti che il Partito Democratico di Udine, prosegue il comunicato, vorrebbe poter correre per palazzo D’Aronco con un candidato di partito”. “Molti, fra l’altro, prosegue il testo, i nomi che di buon grado avrebbero tutte le carte in regola per farlo”. Ma come di buon grado, lo farebbero ma non hanno voglia? Ma legittimi dubbi a parte, è evidente che la successione ad Honsell non è affare da poco, anche perchè non è certamente legata solo alla questione del governo della città e al giudizio sulla consiliatura in corso. Ma torniamo al testo della nota dei democratici: “Ma il punto non è questo, non ora. Perché se da un lato il gruppo dirigenziale del partito offre una considerevole rosa di nomi, è altrettanto vero, che è bene, oggi, dare spazio ai ragionamenti e alle riflessioni dovute e necessarie”. “Non è un caso infatti se il segretario cittadino, Enrico Leoncini, ha in diverse circostanze ventilato l’ipotesi di fare spazio, nel prossimo futuro, a delle primarie di coalizione.” Insomma il Pd vuole correre da solo o vuole una coalizione on primarie annesse? La faccenda non è chiara come del resto non è chiaro quali sarebbero i nomi che avrebbero tutte le carte in regola per farlo, a meno che non ci si riferisca all’iscrizione nelle liste elettorali. “Una cosa resta certa per il Partito e per il suo segretario, prosegue la nota: sarà bene fare le giuste valutazioni, nei tempi necessari, per giungere a una sintesi che porti a un partito che lavora compatto”. Oibò, ci mancherebbe che si lavori per arrivare “sparpagliati” alla meta, anche se visto che parliamo del Pd, forse, la considerazione non è del tutto storta. “Quindi al momento, niente nomi sul tavolo, ci fanno sapere da via Maniago, ma lavoro e impegno per la citta e i suoi cittadini”. Poi in chiusura della nota un bel virgolettato di Leoncini, perché dice, nessuno nega che la politica e il Pd stiano attraversando una fase complessa, però, chiosa, “per quanto mi posso dire preoccupato per le dinamiche regionali e statati, mi posso dire – spiega Leoncini – impegnato per la mia città e per il suo futuro”. Detto ciò, conclude l’articolato testo, resta inteso che la strada verso la quale andare è quella di una discontinuità rispetto al passato, raccogliendo i molti buoni frutti dell’attuale amministrazione, ma consentendo, al tempo stesso, al Pd, una maggiore autonomia nell’affrontare il nuovo assetto e le nuove dinamiche in cui Udine si trova.

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