Assemblea regionale del PD: Spitaleri, davanti a evoluzioni circensi del centrodestra noi unici affidabili

Il Pd regionale cerca di risollevarsi dalla caduta rovinosa delle politiche del 4 marzo scorso prendendo  al balzo  la commedia inscenata dai partiti della coalizione di centrodestra che evidentemente non sono riusciti a smaltire le quantità etiliche ingerite per festeggiare la vittoria, dando vita alla girandola più allucinate mai vista da quando esistono candidati e candidature, almeno in questo secolo e partorendo fra travagli immensi la candidatura di Renzo Tondo che più che un ritorno rischia di essere  un replay difficilmente digeribile. A sparare le bordate praticamente tutti  a iniziare dal neo eletto segretario del PD FVG, Salvatore Spitaleri, che oggi a Udine, intervenendo durante l’Assemblea regionale, svoltasi nella sede di via Joppi e durante la quale sono state approvate le liste dei candidati alle regionali così si è espresso: “Davanti alle evoluzioni circensi del centrodestra, il Pd e Sergio Bolzonello sono gli unici a poter garantire affidabilità in Friuli Venezia Giulia”.  I lavori  della dirigenza PD FVG si sono aperti con l’elezione del consigliere regionale triestino Franco Codega a nuovo presidente dell’Assemblea, investitura resa necessaria dopo l’elezione di Spitaleri a segretario regionale. “Per me è un onore e una responsabilità – ha detto Codega -. Credo che questo partito debba lavorare con una collegialità forte e recuperare la sua mission”.  Nel sue intervento da segretario Spitaleri ha cercato di spronare il partito:  “abbiamo quaranta giorni per convincere della bontà della nostra proposta anche coloro che il 4 marzo si sono astenuti o hanno votato centrodestra, e che ora scoprono, sgomenti, l’incapacità di quella classe dirigente, la litigiosità, la totale mancanza di trasparenza, l’assoluta assenza di progettualità, tanto meno condivisa. La scelta del candidato Renzo Tondo sta spaccando il centrodestra, sollevando la rivolta della base leghista e, stando alle prime parole dello stesso Tondo, sembra non convincere ed entusiasmare nemmeno lui. Davanti a questo spettacolo – continua - il Pd, pur avendo una dimensione nazionale, ha dimostrato di essere un partito del territorio che qui decide, qui è radicato, qui vive per e con la sua gente. Ora c’è la necessità di uno sforzo di attenzione verso forze civiche e moderate che, sconvolte dallo spettacolo offerto, guardano a noi con qualche ammirazione. In questo senso, abbiamo ripreso un filo di interlocuzione, ancora in divenire, con una parte importante del mondo ambientalista, rappresentato a Trieste da Alessadro Claut e in Friuli da Alessandra Guerra”. Spitaleri nella sua relazione ha anche illustrato alcuni punti programmatici: “Serve una contronarrazione che rassicuri le persone, interpretando le inquietudini dei cittadini, ma senza inseguire i populisti e i fautori di una democrazia falsamente diretta: Dobbiamo essere popolo e non populisti. Tra le priorità devono esserci il lavoro di qualità e stabile, la scuola, la connettività, la semplificazione della macchina amministrativa regionale, la gestione della sicurezza e dei flussi migratori anche chiedendo allo Stato centrale, attraverso un apposito Protocollo, nuovi spazi di autonomia gestionale”. In Assemblea regionale è intervenuto anche il candidato presidente Sergio Bolzonello, che ha detto che “dobbiamo guardare al futuro: abbiamo preso per mano il Fvg nel momento più difficile, dimezzando la disoccupazione dal 2013 ad oggi; ora dobbiamo puntare sul lavoro qualificato e ben pagato, su nuovi strumenti di welfare, sulla regionalizzazione della scuola. Sulle Uti andranno fatte delle correzioni e sulla sanità serve una accelerazione. La riforma sanitaria era necessaria, Tondo non ha avuto il coraggio di farla quando governava la regione. Ora anche lui dice che la riforma non va cancellata né stravolta: sono contento che anche lui ci dia ragione”.

Ma sulla vicenda del centrodestra ha detto la sua in una nota  anche la governatrice uscente Debora Serracchiani: "Partiamo da questo fatto: Tondo riconosce che larga parte del lavoro fatto dalla nostra Giunta è stato positivo e quindi meritevole di essere mantenuto". È il ragionamento della presidente uscente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, a commento delle dichiarazioni rese alla stampa da Renzo Tondo, già presidente della Regione dal 2008 al 2013 per in centrodestra e nuovamente candidato dalla stessa coalizione alle prossime regionali. Per Serracchiani "la manifestata intenzione di non smontare la riforma della sanità, evitando i doppioni delle strutture come abbiamo fatto noi, l'apprezzamento per le realizzazioni nelle infrastrutture, l'ammissione che un certo numero di sindaci di centrodestra si sono opposti strumentalmente alla riforma degli Enti locali, l'inversione di marcia su temi complessi come l'accoglienza diffusa dei migranti o la Ferriera di Trieste, rappresentano elementi di interessante differenziazione rispetto alle posizioni di alcune tra le svariate anime che compongono il centrodestra". "Vedremo - continua Serracchiani - come Tondo gestirà la sua coalizione su questi e altri temi. Ovviamente, se rimarrà il candidato del centrodestra e non sarà soppiantato, come pare augurarsi lui stesso, nelle prossime ore da qualche altro nome meglio accetto dalle destre. Non si sa. Certo egli è stato l'ultima scelta dopo una serie di teste cadute, tutte di Forza Italia" . "Perché il problema - puntualizza - non e' la persona Tondo. È la lontananza siderale tra le scelte che sono state fatte a Roma da tre o quattro capi nazionali e il sentire della nostra gente, la dignità di un territorio commissariato politicamente. Ne abbiamo la conferma ascoltando certi silenzi che hanno preceduto la venuta di Salvini in Regione" . "Anche se nasce là, questo non e' un problema che resta interno del centrodestra, ma che riguarda tutta la classe politica del Friuli Venezia Giulia, perché mette in discussione non a parole ma nei fatti la nostra autonomia. Quando non puoi scegliere a casa tua chi ti dovrebbe rappresentare al più alto vertice, allora non conti nulla. Averci portato a questo punto è la grande responsabilità del centrodestra. Rivendico perciò il percorso tutto regionale che ha portato il centrosinistra individuare in Sergio Bolzonello il nostro candidato, che a Roma non dovrà mai dire grazie e sarà libero di rispondere solo agli interessi dei nostri cittadini. Diversamente da chi - ha concluso Serracchiani - per essere candidato ha dovuto rispondere alle telefonate di Gianni Letta" . Di tenore simile anche la dichiarazione Isabella De Monte, eurodeputata  secondo cui: "All'interno di un centrodestra allo sbando, Forza Italia è un gatto nell'angolo: dopo aver provinato ogni possibile candidato interno, hanno capito pure loro che per tentare di salvarsi era più saggio pescare altrove". Secondo De Monte "non si fidano nemmeno loro dei propri uomini: dovrebbero crederci gli altri? Azzurri e leghisti non sono stati capaci di trovare un nome condiviso che fosse espressione dei due partiti principali della coalizione. La guerra di nervi tra Forza Italia e Lega ha tolto il velo al centrodestra: una ammucchiata senza programma che prova a entusiasmare con il solito disco revival".

 

 

 

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