Ateneo friulano seminario di studi su “Responsabilità giuridica dell’intelligenza artificiale”

Il problema della responsabilità giuridica dell’intelligenza artificiale sarà al centro del seminario “Soggettività, responsabilità, normatività 4.0. Profili filosofico-giuridici dell’Intelligenza Artificiale”, in programma giovedì 15 marzo dalle 14.30 alle 17 nell’aula 3 del polo economico giuridico dell’Università di Udine, in via Tomadini 30/a a Udine. Organizzato dal Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Ateneo friulano, l’incontro intende analizzare in particolare due aspetti: la responsabilità dell’intelligenza artificiale per danni che derivano dal suo utilizzo e l’impiego dell’intelligenza artificiale nel prendere decisioni che riguardano soggetti umani. Il tema sarà affrontato con un approccio interdisciplinare. Moderati da Elvio Ancona, docente di filosofia del diritto dell’Università di Udine, interverranno: il fisico dei sistemi complessi Samir Suweis, dell’Università di Padova, su Intelligenza Artificiale e Big Data: un cambio di paradigma; il costituzionalista Andrea Simoncini, dell’Università di Firenze, su Il ruolo del diritto costituzionale e la sfida della AI: prime considerazioni a partire dal caso Compas; la filosofa del diritto Agata Amato Mangiameli, dell’Università di Roma3, su La carta sulla robotica: definizioni e principi; il filosofo dell’azione Gabriele De Anna, dell’Università di Udine e Bamberg, su Automi, persona e responsabilità. «Tra i molti temi emergenti dall’impatto delle tecnologie informatiche e digitali sul mondo del diritto – dice Elvio Ancona, coordinatore scientifico dell’evento - quello che sicuramente desta il maggior interesse, entusiasmo o preoccupazione riguarda l’intelligenza artificiale e la sua responsabilità giuridica. Tema che richiede, oltre alle indispensabili conoscenze informatiche e alle necessarie competenze di diritto positivo, una consapevolezza filosofica di nozioni fondamentali, come quelle di soggettività, responsabilità e normatività. Gli interrogativi aperti sono sostanzialmente due: in primo luogo, come valutare giuridicamente i meccanismi dal funzionamento “ignoto”, modello black box, e quindi non coperti dalla normatività, responsabilità e soggettività umane? In secondo luogo, sono sufficienti le categorie tradizionali per inquadrare queste nuove situazioni o dobbiamo crearne altre?».

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