Autostrada A4 sempre di più “nastro trasportatore” che non genera economia

La costruzione della 3° corsia sulla A4 Venezia –Trieste prosegue a ritmi serrati, anche con il rischio di rifare lavori per accelerare i tempi, come successo la scorsa settimana sulla tratta Alvisopoli – Gonars. Autovie Venete ha ribadito che, “il cantiere verrà terminato entro la metà del 2020 se non prima, grazie al premio di accelerazione che l’impresa aggiudicataria ha l’interesse ad ottenere”. Dall’inizio dei cantieri della 3° corsia, la cronaca settimanalmente si è occupata di rallentamenti, code per lavori o incidenti, uscite obbligatorie con i conseguenti intasamenti che provocano il dirottamento del traffico sulle strade regionali limitrofe, creando così gravi disagi alla viabilità locale ed ai cittadini. Oltre alle forti vibrazioni che provocano crepe sui muri, vengono segnalati spostamenti di tegole, ed un notevole disturbo notturno al passaggio dei mezzi pesanti. Negli altri giorni, la gente si è abituata/rassegnata per il continuo passaggio dei mezzi di cantiere e degli addetti ai lavori. Il traffico sulla A4 negli ultimi due anni ha subito un significativo aumento. Nel 2006 sono transitati oltre 47 milioni di veicoli, 35 milioni dei quali di veicoli leggeri e 12 milioni di pesanti. L’anno successivo, c’è stato un ulteriore aumento passato ad oltre 48 milioni, rispettivamente di 35,5 milioni di veicoli leggeri e di 12,5 milioni circa di pesanti. L’incremento di questi ultimi è stato del 6,30%. Ottimi risultati per Autovie Venete che grazie alle entrate dei pedaggi, inizia a recupera parzialmente i costi dell’investimento. Simili risultati però, non si riscontrano nelle aree di servizio con la ristorazione e con la distribuzione di carburante. Secondo i dati di Ristop – Lagardere che gestisce 2 aree sulla A4 (Calstorta sud e fino a novembre 2017 Gonars nord, ora Gonars sud e altre 8 su autostrade italiane), dal 2016 al 2017 c’è stata una riduzione dei pasti serviti rispettivamente del 22,3% per Calstorta sud e del 32,44% a Gonars nord. L’utilizzo del ristorante da parte dei camionisti è solo del 5-10% e gli acquisti snack, self e market, sono molto limitati. Preferiscono farsi da mangiare dentro o a bordo del mezzo. Il parcheggio dei camion è sempre al completo dei posti disponibili, sia nelle ore notturne che nelle giornate vietate al traffico pesante. La gestione della pulizia delle aree di parcheggio, luce adiacenti al punto di ristoro e rifornimento carburante, sono a carico dei gestori e questo comporta costi crescenti per la pulizia e il conferimento dei rifiuti.

La situazione peggiora quando si formano le code perché pochissimi entrano nelle aree di servizio per non perdere il posto in coda. Per quanto riguarda le aree di erogazione carburante, la situazione è tragica secondo alcuni gestori. Nel corso degli ultimi anni l’erogazione si è ridotta del 60%. Eccessive sono le accise e IVA che gravano per il 60-65% del costo al litro. Il costo del carburante in Slovenia ed Austria è inferiore, i serbatoi dei mezzi hanno una capacità da 800 litri fino ad oltre 1000 litri che permettendo un’ampia autonomia per cui non serve fare il pieno a prezzo maggiorato in Italia. Queste situazioni oltre alla riduzione dei ricavi di queste attività commerciali, ha comportato pure una riduzione del personale. Davanti a queste evidenze, l’unica realtà che trae vantaggio è il concessionario autostradale con i pedaggi, per ora Autovie Venete controllata da Friulia finaziaria della Regione FVG, in futuro se dovesse passare ad un altro gestore, dopo il danno anche la beffa.

Gian Carlo Pastorutti

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