Bilancio cooperative in FVG , nel 2017 realtà economica in crescita con produzione che vale 2 miliardi

Negli ultimi tempi il sistema delle cooperative è stato al centro di attacchi raramente giustificati, si è teso cioè ad omologare alcuni casi di mala-gestione all'intero sistema, campagne di vera e propria demonizzazione che spesso sono state pilotate a livello politico, vedendo nel modo cooperativo in crescita non tanto o non solo un pericoloso concorrente per alcune aziende private ma un concorrente di sistema per i valori che fare cooperazione comporta e questo vale ancora di più oggi dinnanzi alla precarizzazione selvaggia del mondo del lavoro e all'affermarsi di modelli d'azienda che hanno perso qualsiasi connotazione etica sacrificata sull'altare del profitto a tutti i costi.
Invece aderire al modo cooperativo di fare economia significa entrare in un sistema che intende seguire le evoluzioni, siano esse tecnologiche che produttive, senza snaturare l'essenza solidaristica che è alla base della cooperazione stessa. A pensarla così è ad esempio l'economista statunitense Jeremy Rifkin, autore fra l'altro del libro “La società a costo marginale zero” secondo cui le cooperative sono “il fulcro della nuova economia partecipata”. Il riferimento di Rifkin era proprio alle cooperative italiane esortate a espandere il loro sistema economico, in quanto in linea con uno scenario che apre le porte a forme basate più sulla condivisione che sulla proprietà privata dei beni. Come è noto anche in Fvg il sistema delle cooperative è una realtà economica consolidata che, nonostante alcune disgraziate vicende come quella di Coopca, resta un riferimento importante nel quadro economico regionale. Del resto in regione FVG, l'associazione di rappresentanza “Alleanza delle cooperative italiane” che vede unite Agci FVG, Confcooperative FVG e Legacoop FVG, conta complessivamente oltre 370.000 soci, circa 34.000 occupati, 796 imprese associate e registra un valore della produzione di oltre 2 miliardi di euro.
Numeri importanti snocciolati con orgoglio questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede di LegaCoop a Udine, nella quale il presidente Enzo Gasparutti assieme al vicepresidente Roberto Sesso e al direttore Alessio Di Dio hanno stilato il bilancio del 2017 che ha registrato, ha spiegato Gasparutti, un trend di crescita positivo per le cooperative di Legacoop FVG confermando i segnali di ripresa del 2016. “L’influenza negativa di alcuni fattori (crisi del Consumo e delle Costruzioni) hanno penalizzato alcuni settori, ma non hanno rallentato la crescita complessiva” ha spiegato Gasparutti, evidenziando, fra gli altri aspetti, la capacità del mondo cooperativo di intraprendere percorsi unitari, che lo hanno rafforzato attraverso il coordinamento dell'Alleanza delle cooperative italiane, e le istanze di Legacoop FVG ai futuri amministratori regionali in vista della prossima tornata elettorale.
"Al di là di alcune vicende negative – ha osservato Gasparutti - le nostre cooperative hanno dimostrato una buona capacità di affrontare le nuove sfide del mercato e di reagire in modo efficace alle difficoltà grazie anche ad una vivace propensione proattiva".
Il 2017 ha registrato un andamento in linea con l'anno precedente confermando la ripresa, con un complessivo incremento del valore della produzione. Il settore trainante è stato quello dei Servizi (crescono fatturato, occupazione e margini) mentre il comparto Sociale ha saputo esprimere la capacità di proporre nuovi servizi ed attività. Prospettive di crescita per l'Agroalimentare e reazioni positive, invece, per il comparto della produzione lavoro che, dopo anni di sofferenza, mostra un fatturato complessivo in generale aumento. Tiene il Consumo.
Sono state diverse le azioni sinergiche intraprese nel 2017, volte alla promozione di nuova cooperazione; fra queste Coopstartup FVG, il progetto di Legacoop FVG e Coopfond, con la fattiva collaborazione della Regione e il sostegno di partner territoriali, che offre formazione a tutti gli iscritti e un contributo di 15.000 euro a fondo perduto alle migliori idee imprenditoriali per costituire nuove cooperative.
"Per proseguire in questo percorso di crescita e sviluppo – ha evidenziato Gasparutti - è fondamentale continuare e, a volte rafforzare, le azioni portate avanti dall'attuale amministrazione regionale, indipendentemente dalla parte politica che riceverà il consenso dei cittadini a governare la Regione". Punto delicato questo data l'incertezza politica sul futuro, ma secondo Gasparutti in realtà molte azioni operatae nella legislatura regionale che si va a chiudere erano spesso condivise anche con le forze d'opposizione dato fra l'altro che ormai le vecchie divisioni storiche fra coop “laiche” e “cattoliche” e relative cinghie di trasmissione sono state superate dai fatti e quindi, sostiene in estrema sintesi Gasparutti il mondo cooperativo è convinto che nessuno smantellerà quanto di positivo è stato compiuto in Regione. Legacoop FVG, per il presidente, ha necessità che chi uscirà vincitore dalle urne, continui ad impegnarsi nel sostegno alle imprese nei percorsi di modernizzazione ed efficienza dei servizi e delle infrastrutture (dal sistema portuale integrato alla logistica): "queste ultime, in particolare, hanno permesso di valorizzare il Friuli Venezia Giulia come territorio strategico, riuscendo a dare visibilità all'intera regione, mettendola al centro dell'Europa. In quest'ottica è necessario proseguire nella valorizzazione del ruolo nodale del FVG rispetto ai grandi corridoi europei".
Analogamente, aggiunge Gasparutti, va mantenuto l'impegno nei settori del welfare, della scuola, della formazione e dell'occupazione per favorire la competitività e creare le condizioni migliori per lo sviluppo. L’approvazione definitiva a livello europeo del pacchetto sull’Economia circolare e il successivo recepimento a livello nazionale offriranno in generale nuove opportunità al nostro Paese. Per Gasparutti deve essere posta molta attenzione a questo aspetto e più in generale all’economia verde: “è necessario affrontare la sfida dell’evoluzione e trasformazione dal riciclo di rifiuto tipico di un’economia lineare ad un compiuto sistema di economia circolare, dalla riqualificazione energetica degli edifici esistenti, alla realizzazione di nuovi edifici a consumo zero, dalla diffusione delle migliori pratiche e delle tecnologie ad alta efficienza energetica nell'industria e nei servizi”.
Gasparutti ha ricordato anche un importante lavoro portato avanti nel 2017 per vedere riconosciuti gli operatori sociali "privi di titoli" (circa 3.000 in regione). Un doppio percorso normativo, regionale e nazionale, intrapreso con Legacoop sociali che ha permesso da un lato di rafforzare l'obbligo delle stazioni appaltanti di inserire la clausola sociale a tutela di tutte le persone in maggioranza assoluta donne che lavorano negli appalti, dall'altro la garanzia della stabilizzazione del personale impiegato come “operatore privo di titolo”, fatta salva sia la normativa, nazionale e regionale, sui titoli professionali, e conservandosi l’obbligo di formazione professionale. "Si tratta di due grandi principi di civiltà inseriti in un emendamento dell’articolo 8 della legge finanziaria - ha detto Gasparutti -: perché chi lavora negli appalti deve avere pari diritti rispetto agli altri lavoratori e perché gli operatori “privi di titoli” sono in realtà persone magari relativamente anziane, che lavorano talvolta da decenni e che i servizi socio-sanitari-educativi e di inserimento lavorativo li hanno spesso concepiti, ideati, progettati e realizzati".
La nostra regione non ha mai operato negli anni nella formazione degli educatori quando non era necessaria la laurea per questa figura professionale, fino cioè al 1997; da qui la necessità di intervenire in una situazione in cui la presenza di operatori privi di titoli era importante.
Da ultimo, anche nel suo ruolo di presidente del coordinamento dell'Alleanza delle cooperative italiane del Friuli Venezia Giulia, Gasparutti ha rimarcato la capacità del movimento cooperativo di mettere in atto concreti percorsi aggregativi.
"Il coordinamento Aci, in questa regione, ha compiuto un maggior numero di azioni unitarie e concrete rispetto alla maggioranza delle altre regioni italiane – ha aggiunto -; iniziative orientate a rafforzare il dialogo, per condividere progetti e interventi per lo sviluppo del territorio sostenendo un cammino comune, quello dell'Alleanza fra le tre centrali, che nasce per dare maggiore incisività alla rappresentanza della cooperazione".
Accanto a questo percorso di aggregazione, Legacoop FVG, al suo interno, ha realizzato anche un altro tipo di unificazione con la costituzione del settore “Produzione e Servizi”, nato dalla fusione dei settori servizi e produzione lavoro per mettere assieme progettualità ed affrontare con più forza le sfide di un mercato sempre più caratterizzato da processi di globalizzazione, innovazione ed internazionalizzazione.
"Siamo convinti che intraprendere percorsi di unificazione sia necessario e consenta di rispondere più adeguatamente ai cambiamenti intervenuti nell'economia e nella società" ha concluso Gasparutti.

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