Canto sconfinato incanta 500 persone, tutto esaurito per il debutto del coro multietnico al Chiostro di Pordenone.

Rifugiati e richiedenti asilo, nuovi e vecchi cittadini insieme possono costruire nuovi pensieri, allegrie e musiche. La dimostrazione più vera che un altro mondo è ancora possibile è arrivata venerdì scorso da Pordenone, grazie a 500 persone che hanno affollato e riempito con entusiasmo il chiostro della Biblioteca civica per assistere al debutto del progetto “Canto sconfinato”, il coro multietnico composto da 40 elementi provenienti da diversi Paesi e regioni del mondo e dell’Italia. Un successo inatteso nei numeri dagli stessi organizzatori, molte le persone costrette a restare fuori per mancanza di spazio che potranno però avere altre occasioni. E’, infatti, già denso il carnet dei prossimi concerti del coro con un bis in calendario a Pordenone il 9 giugno nel quartiere di San Gregorio dove è attivo Genius Loci, il progetto di comunità sostenuto e promosso dalle Cooperative sociali Itaca e Fai, dall’Aas n.5 Friuli Occidentale, dall’Ambito distrettuale 6.5 e dalla Fondazione Friuli.

I concerti proseguiranno il 21 giugno a San Vito al Tagliamento e il 30 giugno a Pordenone questa volta nel quartiere di Villanova. Dopo la pausa di luglio sarà la volta il 9 agosto di FestINVal a Tramonti di Sotto, l'11 agosto sempre in terra tramontina uno speciale seminario per parlare con coristi e musicisti interessati all’integrazione musicale e poi alle 18.30 il concerto in piazza. E ancora il 12 agosto a Montereale Valcellina grazie a Pro loco e Arci Tina Merlin all’interno di Da Curtì a Curtì'. Altra tappa prevista l’8 settembre per la festa della Madonna del Monte all’omonimo Santuario a Costa di Aviano, e poi altre ancora perché le richieste che continuano ad arrivare sono davvero tante.

Canto sconfinato era partito a settembre 2017 da un’idea di Carlo Mayer subito sposata dall’Associazione immigrati, e vede la partecipazione ed il coinvolgimento delle Cooperative sociali impegnate nell’accoglienza a Pordenone, Itaca, Noncello, Nuovi vicini, Fai e Acli. Tra le caratteristiche principali quella di essere un coro sempre aperto a nuove inclusioni, per conoscere le realtà delle migrazioni nel territorio e attivare la raccolta e ricerca di musiche e canti proposti dalle persone che si incontrano nel corso del progetto.

Obiettivo del coro è attivare un percorso di conoscenza con i nuovi cittadini immigrati e i profughi ospiti nella città di Pordenone. La musica e il canto diventano oggetto di mediazione per reinterpretare la convivenza come arricchimento del tessuto sociale e reciproca conoscenza, all’interno di un percorso di integrazione che veda protagonisti sia i vecchi sia i nuovi cittadini.

Tra gli obiettivi anche quello di dare (nuova) dignità a canti e musiche che non hanno né riconoscimento né cittadinanza, patrimoni destinati forse ad essere perduti e che spesso rimangono esclusivamente nella memoria delle persone che li portano con sé insieme alla loro storia di vita.

Un percorso che porta, altresì, alla scoperta di una presenza culturale altra, quella dei migranti che sono anche artisti oltre che portatori di culture e di saperi. Canto sconfinato diventa così un incontro con le diversità, con canti e musiche che hanno il potere di evocare luoghi lontani ma, allo stesso tempo, capaci di risvegliare modi espressivi e di comunicazione per noi europei nuovi, patrimoni culturali diversi che si innestano nella cultura occidentale, muovendo la creatività, aprendo al cambiamento e alla crescita culturale.

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