Caso Euro&Promos: Interrogazione del Sen. Pegorer al Ministro Calenda sulla regolarità del passaggio da Coop a Spa

La vicenda della trasformazione in Spa della ormai ex cooperativa Euro&Promos continua a suscitare perplessità. Per chi si fosse perso le “puntate precedenti” diciamo subito che la vicenda non sarebbe uscita dall'oblio se il 26 settembre scorso FriuliSera non avesse raccolto le testimonianze di alcuni lavoratori, passati più o meno a loro insaputa, dalla condizione di soci lavoratori della Coop a soci di capitale. Euro&Promos è stata per anni una delle aziende fiore all'occhiello per il mondo cooperativistico friulano. La società, con sede a Udine, negli ultimi anni si era conquistata un posto di primo piano a livello nazionale nel mondo dei servizi (pulizia, movimentazione, logistica, energia, servizi culturali e assistenza socio sanitaria), chiudendo il bilancio 2015 a quota 96 milioni e seicentomila euro, +13,6% rispetto all’esercizio precedente, con 4 milioni di utile post imposte, raddoppiato rispetto al 2014 che hanno portato a circa 11 milioni gli euro tra riserve e utili. Il bilancio 2016 ha oi superato la soglia dei 100 milioni. Non quindi una piccola realtà produttiva. Il trend positivo riguarda anche il numero di occupati: nel 2014 erano 4.700, oggi hanno superato quota 5.000, per la maggior parte assunti a tempo indeterminato con contratto Multiservizi, moltissimi i soci lavoratori. Nei primi mesi di quest'anno però, improvvisamente, ai manager di Euro&Promos, lo stato giuridico di cooperativa inizia ad andare stretto, nonostante per anni avessero strombazzato “l’orgoglio di essere coop” basti pensare che nell’assemblea dei soci di Euro&Promos Group, al castello di Susans nel giugno del 2015 il presidente Sergio Emidio Bini, parlava di “nostro gruppo un esempio di buona e sana cooperazione”.
In poco più di un anno l'opinione deve essere cambiata radicalmente, così viene presa la decisione della trasformazione da Coop in Spa. La possibilità di trasformazione di una cooperativa in società lucrativa è stata introdotta dalla riforma del diritto societario (Dlgs n. 6 del 17 gennaio 2003 che scaturiva dalla legge delega 366 del 3 ottobre 2001 con la quale si dava "delega al Governo per la riforma del diritto societario" compreso quello sulle società cooperative. Nel corso del secondo Governo Berlusconi veniva approvata appunto la legge n°6/2003 di cui adesso si comprendono alcuni velenosi effetti .
Dal nostro racconto di settembre molte cose sono accadute, non solo la corsa da parte della dirigenza della novella Spa all'acquisto delle quote in possesso degli ex soci lavoratori, ma anche sul piano della denuncia “politica” di una vicenda che stranamente era rimasta sottotraccia e che anche il mondo cooperativistico friulano sembrava aver digerito in maniera quantomeno sospetta. Ma dietrologie a parte, sulla vicenda si è innestata anche la polemica politica e quella istituzionale, prima con un interrogazione da parte del consigliere di Articolo1 Mpd Mauro Travanaut alla Giunta regionale, e in particolare all'assessore Bolzonello che della vigilanza sulle Coop ha la delega. Travanut si chiedeva se: “La Giunta Serracchiani ha esercitato le dovute funzioni di vigilanza nel percorso di trasformazione societaria di Euro&Promos?” “Le preoccupazioni – aggiungeva Travanut – sono molteplici: va appurato non solo l’avvenuto esercizio delle funzioni regionali di vigilanza sull’operazione di trasformazione societaria, ma altresì l’adeguatezza del controllo sui bilanci di Euro&promos, così da stabilire in modo incontrovertibile la quota da devolvere al fondo in favore del movimento cooperativo”. “Ultimo, ma non per importanza, è l’aspetto che concerne la corretta ed esaustiva informazione circa gli effetti della trasformazione, con particolare riguardo al delicato problema delle garanzie dei diritti dei lavoratori, che da soci si troveranno ad essere semplici dipendenti”.
Ma la novità delle ultime ore è la presentazione di una interrogazione parlamentare al Senato (Atto n. 4-08461) da parte del senatore Carlo Pegorer, sempre di Articolo1 Mpd. Scrive Pegorer al Ministro dello sviluppo economico: “Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: si è di recente registrata la trasformazione della società Euro&promos, una delle più significative aziende della cooperazione del Friuli-Venezia Giulia, da cooperativa a società a scopo di lucro; mentre, storicamente, l'art. 14 della legge n. 127 del 1971 vietava la trasformazione da cooperativa in società a scopo di lucro, data la diversità causale dei due tipi societari, con l'approvazione della legge n. 366 del 2001, nel delegare al Governo "la riforma del diritto societario", compreso quello delle cooperative, sono stati adottati alcuni decreti legislativi, fra i quali il decreto legislativo n. 6 del 2003 sulla riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative, che in materia hanno modificato profondamente lo stesso codice civile; l'impatto di queste modifiche sul sistema cooperativistico italiano è stato tale da imporre ad esso un regime sicuramente subordinato a quello delle società di capitali, particolarmente agevolando il passaggio dalle società "a mutualità prevalente" al modello "a mutualità 'minore'" e di qui a quello lucrativo;
considerato che: la società cooperativa Euro&promos risulta aver realizzato, nel corso di una stessa riunione dei soci, prima il passaggio da "mutualità prevalente" a quello "a mutualità minore" e poi da questo allo stato lucrativo, sollevando alcuni interrogativi circa l'opportunità e l'effettivo rispetto delle regole imposte dalla legge nel caso di siffatti transiti (esaustiva informazione dei soci, trasformazione di strumenti finanziari, "relazione giurata" di esperto designato dal tribunale, devoluzione al fondo mutualistico a pro del movimento cooperativo, eccetera);
un altro profilo degno di particolare attenzione riguarda la verifica che il passaggio da cooperativa "a mutualità prevalente" a impresa lucrativa non risulti avere "scopo elusivo", cioè tale da favorire l'uso improprio del regime di cui le cooperative godono, arrivando ad integrare gli estremi dell'aiuto di Stato a pro dell'ente lucrativo risultante dalla trasformazione,
si chiede di sapere: se al Ministro in indirizzo risultino, per quanto di competenza, espletati tutti i controlli previsti dalla normativa in materia di vigilanza sugli enti cooperativi;
e, nel caso si segnalassero eventualmente profili tali da richiedere un supplemento di approfondimento, se non ritenga opportuno adottare ogni iniziativa eventualmente di competenza, atta a corrispondere ad un'esigenza che pare ampiamente giustificata di conoscenza di fatti, bilanci e documenti, ma anche di effettiva tutela del diritto dei soci ad una corretta ed esaustiva informazione delle responsabilità comportate da un passaggio societario come quello descritto".
Insomma la vicenda Euro&promos è ben lungi dall'essere chiusa.

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