Censura udinese in casa grillina, Claudia Galanda relegata all’oblio nel Meetup e la democrazia diventa aizarcomed

Le vicende pre-elettorali di queste settimane non ci appassionano, il toto-sindaco è davvero stucchevole e la cosa vale anche per le manovre grilline, l'unica cosa che si può dire, senza tema di smentita, che in generale è  esistono partiti che hanno classe dirigente ma non voti e partiti che hanno i voti ma non la classe dirigente e che anzi pensano che il dilettantismo politico sia un valore con i risultati che poi possiamo vedere. Un dramma in generale per il Paese a tutti i livelli, Friuli compreso. Ma c'è una cosa che non è mai accettabile, ed è la censura del dissenso. In questo purtroppo il movimento Cinque Stelle si è spesso caratterizzato per essere campione. Basti citare i molti casi parlamentari o quello eclatante di Pizzarotti o il caso Genova. Ma il fenomeno è decisamente diffuso anche a livello locale. A spiegarlo oggi una nota dal titolo “una inadeguatezza cosmica”  nota di una grillina doc, la consigliere comunale di Udine Claudia Gallanda. Lei in realtà è da mesi mal tollerata dai suoi compagni di partito, pesano forse anche problemi caratteriali , ma certamente lei è stata politicamente mobbizzata anche all'interno del gruppo consiliare in Comune a Udine forse per il suo attivismo che nel bene o nel male  metteva in ombra l'apatia delle altre "stelle" e oggi che il vaso è colmo  denuncia senza giri di parole che “il dissenso, nel M5S di Udine, non è tollerato e la critica costruttiva, ancor meno”. Spiega Gallanda: “quando qualcuno si permette di rilevare l'inadeguatezza dei quattro organizzatori Annamaria Fritz, Giuseppe Villotta, Francesca Farisco (Cividale) e Patrizia Tremul (Cassacco) che non sono in grado di organizzare una riunione nella quale si sarebbe parlato di candidature in un luogo consono, ma solo al momento del ritrovo si sono resi conto che l'ufficio del geom. Villotta (futuro candidato sindaco?!) era troppo piccolo per contenere l'abbondante dozzina di persone che si era prenotata alla riunione nei giorni scorsi e quindi hanno dovuto spostarsi (un biglietto sulla porta per i ritardatari) prima in una nota birreria zona Partidor e poi, non soddisfatti, in un'osteria all'aperto in via Marsala, dove, circondati da persone estranee, si era costretti a bisbigliare”. Insomma il motivo per cui sarebbero stati censurati i suoi post sul Meetup sarebbe una questione logistica o meglio di critica sulla logistica, una sorta di lesa maestà, una questione di metri quadri che ci permettiamo di ironizzare in casa di un geometra è forse paradossale. Ma poi aggiunge Galanda: “non contenti, occultano anche le prove del fattaccio...se sono così convinti delle mie colpe (come fecero mesi fa sorvolando, tutti d'accordo, alcuni punti del regolamento) perchè togliere le prove? Ad altri invece, più vicini all'organizzatrice Fritz, che di recente hanno attaccato duramente e pubblicamente la sottoscritta, è stato solo corretto il post. Due pesi e due misure? Nel Meetup di Udine è cosi da mesi. E i risultati si vedono”. “Aspettiamo la lista e il candidato sindaco, chiosa Gallanda, candidato che forse emergerà da una lista all'ufficio di collocamento, visto quanto sta accadendo, o che forse sarà solo un "cavallo di Troia" di persone legate al blogger Belviso, che, nonostante sia in palese conflitto di interessi, bannato non è. Ai posteri...”. Insomma se quanto narrato da Claudia Gallanda, risultasse essere veritiero come è decisamente molto probabile dato che anziché contestarla nei contenuti si è preferito cancellarne la voce, saremmo dinnanzi ad un brutto caso di censura avvalorato anche da un post di “spiegazione” apparso sul blog del meetup di Udine a firma Annamaria Fritz nel quale si ammette di fatto la censura motivandola: "A seguito del recente ennesimo post polemico e diffamatorio di Claudia Gallanda, ho provveduto, come da secondo richiamo notificatole recentemente, a bannare la stessa.  Il ban dovrà essere confermato dalla prossima assemblea". Insomma una condanna preventiva che lascia stupiti, la pena anticipa il giudizio, forse nasconde il fatto che la “ratifica” delle decisioni in casa grillina viene considerata un metodo di consenso, non da conquistare, ma da imporre con l'autorità del capo autoproclamato, si chiami esso Beppe o Annamaria. Insomma la democrazia si rovescia e diventa aizarcomed, ma intendiamoci questo è un male comune nella politica italiana, ma per favore almeno non dite più di essere diversi, se non per amore della verità, fatelo in memoria del vostro padre fondatore Gianroberto Casaleggio che  ha avuto molte intuizioni felici ma una l'ha sbagliata  del tutto, scrisse infatti che "i partiti proveranno ad apparire come noi prima di scomparire del tutto", ed invece è il M5s ad essere diventato come gli altri partiti e alla fine rischia di scomparire del tutto, magari ci vorrà il canonico ventennio,  ma la storia insegna che non c'è cosa peggiore di predicare bene e razzolare male.

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