Cisl Alto Friuli: cresce il mercato del lavoro in Fvg

La differenza tra assunzioni e licenziamenti nel 2015 è stata positiva, ma per soli 5 unità: è quanto risulta dall’analisi fatta dalla Cisl alto Friuli sul mercato regionale del lavoro. Il dato, seppure positivo di poco, è stato interpretato positivamente dall’associazione sindacale: «Era da fine 2011 che non si registravano dati così lievemente negativi – ha commentato Franco Colautti, segretario generale della Cisl Alto Friuli - e questo non può che far sospirare dopo anni di apnea. Altri segnali confortanti continuano ad arrivare dalla tipologia di contratti, con gli indeterminati che continuano a salire anche grazie alle tante stabilizzazioni riscontrate nel settore del manifatturiero. Ciò che invece necessita ancora di sostegno è il comparto dell’edilizia, alla luce tra l’altro della recente crisi della Vidoni Spa che potrebbe annullare la leggerissima frenata nel calo verticale di questo quinquennio. Sul fronte dei servizi - vedi caso Coopca - è d’obbligo continuare a monitorare la situazione».
In termini numerici, nel 2015 ci sono state 17.529 assunzioni e 17.585 cessazioni; il IV trimestre in particolare ha visto un calo di 744 unità contro le 1.130 unità in meno registrate nello stesso trimestre del 2014. A livello territoriale, secondo i dati registrati dai vari Centri per l’Impiego, nel 2015 le migliori performance le hanno fatte segnare la Carnia (+60) e il Tarvisiano (+47), col segno meno invece il Gemonese (-93), il Tarcentino (-44) e il Sandanielese (-26».
Condiserando, invece, l’analisi per macro settori di attività, la crescita maggiore ha riguardato l’Industria (+183) - confermando che fare industria (di qualità) in zone montane è possibile, leggermente positiva l’agricoltura (+8), continua invece il crollo del settore delle costruzioni (-146) anche se in maniera meno marcata degli anni precedenti; stesso discorso pure per il comparto dei Servizi (-90).

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