Come da copione Bayer acquista Monsanto per 63 mld di dollari. Fra pesticidi e Ogm c’è da tremare

La multinazionale di biotecnologie agrarie Monsanto sarà acquisita giovedì prossimo dal colosso tedesco Bayer per un prezzo di 63 miliardi di dollari. L'operazione che bolle in pentola da mesi troverà il suo atto finale con l'acquisizione di Monsanto  in seguito al ricevimento di tutte le approvazioni richieste dalle autorità di regolamentazione. Bayer così diventerà l'unico azionista di Monsanto. Un mistero quello  del mantenimento del nome dell'azienda, per molti un brand troppo noto per essere buttato alle ortiche, ma invece altre fonti raccontano che   Bayer cancellerà il marchio Monsanto una volta completata la maxi-fusione. Lo fa sapere il colosso tedesco, dopo aver annunciato ieri un l'aumento di capitale da 6 miliardi di euro ulteriore passo per finanziare l'acquisizione del gigante americano di Ogm e pesticidi.  "L'acquisizione di Monsanto rappresenta una pietra miliare strategica per rafforzare il nostro portafoglio di aziende leader nel campo della salute e della nutrizione. Raddoppieremo le dimensioni della nostra attività agricola e creeremo un motore di innovazione leader nell'agricoltura, posizionandoci per servire meglio i nostri clienti e sbloccare il potenziale di crescita a lungo termine nel settore", commenta ala stampa tedesca Werner Baumann, presidente di Bayer. L'operazione annunciata a maggio 2016 da 128 dollari per azione ha attualmente un costo totale di 63 miliardi di dollari, includendo il debito di Monsanto. Forse l'arcano si spiega con il fatto che Monsanto verrà inglobato ma che i singoli prodotti  acquisiti manterranno i loro marchi e diventeranno parte del  portafoglio del nuovo gruppo. Secondo l'approvazione condizionata del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, l'integrazione di Monsanto in Bayer può avvenire non appena le cessioni di Basf, altro marchio famoso della costellazione  Bayer, sono state completate. Questo dovrebbe avvenire tra circa due mesi.  Bayer prevede un contributo positivo all'utile base per azione a partire dal 2019. Dal 2021 in poi, il contributo dovrebbe essere una percentuale a due cifre. Ma non sono solo rose, vi sono anche le spine evidenziate dal fatto che il progetto mette però sotto pressione il rating di Byer, con S&P che taglia il giudizio di due gradini passando da A- a BBB.

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