Corte dei conti FVG, Rapporto 2017 coordinamento finanza pubblica. Giudizio su riforme della maggioranza regionale uscente con qualche luci, molte ombre e un paio di cantonate

La Sezione regionale di controllo per il Friuli Venezia Giulia della Corte dei Conti ha presentato, nell’Aula del Consiglio regionale, il Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica per l’anno 2017. (Guarda e ascolta la seduta https://www.youtube.com/watch?v=H7J12oI_e3k&feature=youtu.be  Inutile dire che la lettura praticamente in piena campagna elettorale da parte di partiti e politici è decisamente dissociante, bipolare nel senso psichiatrico e non politico della parola. Ma andiamo per gradi , con quello di questa mattina è il terzo Rapporto consecutivo che la Corte rilascia all’organo consiliare quale frutto della programmazione dei suoi controlli e, con la valutazione dei risultati ottenuti, si pone l’obiettivo di fornire utili elementi per la ricalibratura degli interventi che si fossero dimostrati poco efficaci.
Con la riforma del 2012 la Corte dei conti, quale organo di controllo dei conti pubblici – è stato sottolineato da parte del presidente del Consiglio regionale Franco Iacop che ha diffuso una nota non certo trionfalistica per le ragioni facilmente intuibili, – ha ricevuto dal Parlamento compiti più incisivi ed estesi sulla gestione finanziaria delle Regioni, per rafforzare il coordinamento della finanza pubblica tra i vari livelli istituzionali: statale, regionale e delle Autonomie locali e funzionali.
I momenti operativi nei quali si sostanzia il lavoro quotidiano vedono Sezione di controllo e Regione lavorare nel rispetto delle reciproche attribuzioni e competenze, sempre nell’alveo del principio della leale collaborazione. Ed è dalle criticità, dai moniti, dai rilievi e dalle osservazioni della Corte che si possono trarre utili e necessarie indicazione per il quotidiano agire nell’esclusivo interesse della comunità. E’ stato quindi illustrato dalla Corte dei conti il Rapporto, documento puntuale, dettagliato, che spazia dalla riforma del Servizio sanitario alla rideterminazione degli assetti organizzativi della Regione, dalla riforma delle Autonomie locali all’organizzazione degli uffici regionali, all’analisi degli obiettivi di finanza pubblica posti a carico dell’Amministrazione regionale, degli Enti locali e degli Enti regionali. Un ultimo passaggio interessa le partecipazioni in società controllate.
“Da questa disamina – queste le conclusioni contenute nella corposa relazione – emergono, a ogni livello, la penetrante incidenza delle riforme in atto sugli assetti istituzionali e organizzativi degli Enti regionali e le correlate problematiche di sistema, oggettivamente complesse, che debbono essere avviate a soluzione. Particolare attenzione va riservata al livello degli Enti locali che finora, tranne isolate eccezioni, non ha presentato casi di grave deficitarietà finanziaria. Proprio per salvaguardare questa virtuosa caratteristica delle Autonomie locali del FVG è indispensabile cogliere tempestivamente i segnali di debolezza che provengono dagli Enti e dare loro un’adeguata risposta, che presuppone una generale chiarezza e consapevolezza circa la funzione che ogni soggetto coinvolto dalla gestione è tenuto a esercitare, con professionalità e secondo costruttive logiche di confronto”.
Le conclusioni – espresse da parte giuntale – hanno toccato la riforma delle Autonomie locali, che ha impegnato l’Amministrazione regionale per l’intera legislatura con la volontà di coniugare la necessità di risparmi con lo sviluppo del sistema territoriale, una sottolineatura riferita al riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale che, nello specifico ha riguardato, tra gli altri, gli aspetti finanziari, il piano vaccinale, l’innovazione, il rinnovamento della rete di emergenza 118. Nuovo sistema dei controlli interni dell’Amministrazione regionale, società partecipate, coordinamento della finanza regionale con la finanza statale e i vincoli comunitari, armonizzazione dell’ordinamento contabile regionale sono i punti che hanno concluso questo intervento. Insomma non erto una promozione per la Serracchiani che ha subito reagito parlando di “relazione delle Corte dei Conti con punti discutibili”. Spiega Serracchiani: "Assieme a parecchi passaggi assolutamente condivisibili, ce ne sono alcuni molto discutibili sul sistema sanitario regionale, che richiedono l'apertura di un contradditorio". "Ho già chiesto formalmente di incontrare il Presidente della Sezione assieme all'assessore alla Salute - ha precisato Serracchiani - per un confronto su alcune valutazioni generiche che poggiano su dati assolutamente incompleti".
Esemplificando nel merito, Serracchiani ha indicato che "il fascicolo elettronico è entrato in vigore, come da data fissata dal livello nazionale, il 1° gennaio del 2018, dunque non possono esistere dati riferiti al 2016 ed è quindi illogico sostenere che non viene utilizzato in FVG: perché prima di un mese fa non c’era. In secondo luogo, la valutazione della performance cita soltanto uno studio e, di questo, viene menzionato un solo indicatore. Invece, tutti gli indicatori relativi al servizio sanitario del FVG sono positivi; compresi quelli dello studio che viene citato dalla relazione, del quale sono già consultabili i dati provvisori del 2017. Abbiamo tutte performance che migliorano, tra il 2016 e il 2017. Ce lo dicono il Rapporto Ambrosetti CREA, il Piano nazionale degli esiti e pure lo studio del Sant’Anna di Pisa". "È evidente quindi che serve un confronto e che questa è un'esigenza generale, a largo raggio. Ad esempio le osservazioni sulla riforma degli Enti Locali, che pure direi apprezzata dalla Corte, sia per la razionalizzazione, sia per i risparmi di spesa, sia anche per il fatto che non soltanto mette insieme funzioni, servizi e competenze, ma mira a rilanciare interi territori".
Per Serracchiani "è equo il ragionamento sulle partecipate, che dimostra non soltanto che le abbiamo ridotte di numero in modo rilevantissimo, ma che abbiamo anche salvaguardato l’occupazione delle partecipate dismesse, individuando percorsi positivi a partecipate che erano in difficoltà. Tra queste vanno ricordate l’aeroporto del FVG, il Polo tecnologico di Pordenone e soprattutto Banca Mediocredito”. "La magistratura contabile esprime al meglio le sue competenze quando si muove sul terreno che le è proprio, ossia quando esamina conti e bilanci. Ci sono ambiti, come la salute, che richiedono specializzazioni diverse o ulteriori, soprattutto - ha concluso Serracchiani - se si deve condensare lo stato della sanità regionale in 2 pagine sulle 20 della relazione". Insomma secondo Serracchiani i giudici sarebbero degli incompetenti, una tesi obiettivamente in linea con lo stile della governatrice ma che ha lasciato di stucco molti osservatori compresi alcuni esponenti della stessa maggioranza. A corrergli in soccorso cercando di riportare le questioni in un ambito di correttezza istituzionale e di bon ton politico lasciando perdere i reati di “lesa maestà” ha subito tentato l'assessore alle Autonomie locali, Paolo Panontin, che in una nota ha parlato di sintonia su riforme e Uti con la Corte Conti evidenziandondo il bicchiere mezzo pieno: “Dopo quasi cinque anni si cominciano a raccogliere i frutti del duro lavoro di questi anni per le riforme della Autonomie locali al servizio dei cittadini e del bene comune. Le conclusioni del supremo organo di controllo previsto dall’ordinamento lo evidenziano con chiarezza”. Panontin, esprime con furbizia e diplomazia "soddisfazione" per i contenuti del Rapporto 2017:
“Siamo in sintonia con quanto affermato dalla Corte - ha aggiunto Panontin – in merito alle Unioni territoriali, al processo di riforma e alla scelta di aver dotato le Unioni di un Direttore generale, che potrà effettivamente assumere valenza di “investimento”. Per Panontin "la Corte ha colto il significato che la nostra Giunta e la Presidente hanno voluto dare al ruolo di regia regionale nei confronti del sistema, in un’ottica propulsiva, finalizzata a una equilibrata politica di investimenti e auspicabilmente foriera di un effettivo sviluppo socio economico del territorio regionale, attraverso la previsione ed il finanziamento dell’Intesa per lo sviluppo. Un'Intesa che nel quadriennio 2017-2020 attiva investimenti negoziati con le Unioni e i Comuni per più di 140 milioni di euro di risorse regionali, cui si aggiungono i cofinanziamenti delle Autonomie locali per ulteriori 20 milioni".
Come era prevedibile dalle opposizioni si sono subito levate le voci. In particolare il consigliere regionale Alessandro Colautti parla apertamente per la sanità di "riforma bocciata”.

"La riforma sanitaria non funziona", la Corte, aggiunge Colautti, ha evidenziato molte criticità conseguenti alle novità introdotte dalla riforma, non solo dal punto di vista economico ma anche di efficienza. "La riforma della sanità era necessaria - ammette Colautti - ma evidentemente non è stata applicata nel migliore dei modi. Prevenzione, attività ospedaliera, percorso di emergenza-urgenza, integrazione fra territorio e ospedale e assistenza primaria: tutti ambiti in cui la nostra Regione, secondo la Corte, “sta peggiorando e perdendo posizioni”. I cittadini se n'erano già accorti, i medici anche, adesso lo dice anche l'organo di controllo. La Serracchiani in aula ha replicato su alcuni punti ma poi si è trovata a sollecitare un confronto con la Corte stessa". "Speriamo davvero che la richiesta venga accolta - auspica con un po' di ironia Colautti. "Giunta e Corte raccontano una realtà – nei costi e nei benefici - profondamente diversa. Sarebbe bene che i cittadini sapessero a chi devono credere....visto che sono entrambi organi regionali con una loro autorevolezza".

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