Cresce la domanda interna pagare i debiti resta difficile

L’ultimo rapporto di Bankitalia certifica per il Fvg una ripresa della domanda interna e, di converso, una crescita delle sofferenze bancarie, dal 3,5% al 4,5% per le imprese; dato che sale al 6,5% per le famiglie. In crescita, seppur in tono minore, le esportazioni (+1,3%). Questo, in sintesi l'andamento 2015 dell'economia del Fvg, come risulta dagli studi della Banca d'Italia, presentati oggi alla stampa dal direttore della sede di Trieste, Giuseppe Manitta.
la domanda interna. Il dato più interessante che emerge dal documento, riguarda il consolidamento della domanda rivolta alla produzione industriale regionale (+2,8%), un dato che non si vedeva da 4 anni a questa parte. In crescita anche i prestiti delle banche alle imprese, in particolari quelle di dimensioni medio-grandi e per le famiglie (sia per il credito al consumo che per l’erogazioni di mutui per la prima casa, cresciuti del 39%). L’altro aspetto della medaglia riguarda l’ulteriore aumento delle sofferenze, cioè dei crediti verso le imprese non più esigibili. Dato questo ultimo che non ha riscontri nelle altre regioni vicine.
i settori. Per quanto riguarda, in particolare, il settore dell’edilizia, sempre molto esposto alle turbolenze dei mercati e della crisi, il rapporto conferma un prolungato calo dell’attività produttiva: «Sul mercato immobiliare residenziale il numero degli scambi è aumentato per il secondo anno consecutivo, pur permanendo su livelli ampiamente inferiori a quelli antecedenti la crisi. Le quotazioni delle abitazioni si sono stabilizzate dopo un triennio di flessione: rispetto alla media nazionale, i prezzi delle case sono di un quinto in meno».
Nel terziario si segnalano i primi deboli segnali di ripresa della domanda interna (+1%) e delle vendite al dettaglio (+1,6%). Se il volume dei traffici nel sistema portuale regionale è rimasto stabile, dopo un triennio di contrazione le presenze turistiche hanno mostrato una dinamica favorevole attestandosi a 7,9 milioni (+4,1%). Sopra la media nazionale il grado di innovazione delle imprese che nel triennio 2010/12, cioè durante la crisi, ha segnato un +38% (contro la media nazionale del 33,5%).
Ancora un volta, i segnali di ripresa ci sono, ma risultano deboli. Consumi e investimenti sono in crescita, grazie anche alle agevolazioni creditizie e al migliore credito bancario. Riguardo, infine, al mercato del lavoro, le previsioni per la fine dell’anno (7%) sono di un calo della disoccupazione in Fvg di un paio di punti e mezzo rispetto al picco della crisi (9,5%) del 2014.
Nel 2015 il mercato del lavoro è risultato stabile con 496 mila occupati (+0,1%); invariata la disoccupazione, all'8% con circa 43 mila persone in cerca di lavoro. Segnali positivi dalle retribuzioni che sono aumentate; in calo, infine, le ore di Cig nel 2015 con 21 milioni di ore (-31,5%); nei primi 4 mesi del 2016 il calo è proseguito, del 24,7% dell'1,6%. Il primo trimestre 2016, però, ha fatto registrare un +1,1% di occupati e il 7% di disoccupati.
Secondo il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello: «Un'economia in crescita, unita agli interventi che l'Amministrazione regionale sta costruendo o riordinando, permetteranno al sistema Fvg di fare fronte ai problemi ancora riscontrabili e che vengono da lontano».

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