Da “Cantiere Friuli” una proposta anti crisi per risollevare e disegnare un Friuli futuro

La riqualificazione edilizia seguita da quella urbanistica, paesaggistica e ambientale come condizioni concatenate per la creazione di lavoro e la generazione di un nuovo modello sociale ed economico basato su maggiore sicurezza e qualità del territorio friulano. È, in sintesi, la proposta elaborata nell’ambito del progetto dell’Università di Udine “Cantiere Friuli” (www.uniud.it/cantierefriuli) dall’Officina “Rigenerare e recuperare”, che sarà discussa in un convegno pubblico dal titolo “Dare futuro al Friuli: un piano di investimenti per rigenerare il capitale territoriale”, in programma giovedì 12 aprile alle 14 nella sala Pasolini di palazzo di Toppo Wassermann, in via Gemona 92 a Udine. Parteciperanno esperti, associazioni di categoria, amministratori locali, professionisti, nonché i candidati alla presidenza della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Per informazioni e iscrizioni scrivere a cantierefriuli@uniud.it. Apriranno il convegno gli interventi del rettore Alberto De Toni, che presiederà e coordinerà i lavori, e del delegato per il Territorio e progetto Cantiere Friuli, Mauro Pascolini. Nella prima parte del convegno sarà presentata la proposta elaborata dal Tavolo di studio “Rigenerazione del capitale territoriale” di “Cantiere Friuli”. All’introduzione del coordinatore del Tavolo di studio, seguiranno le relazioni degli esperti Alessandra Gubana e Antonino Morassi, dell’Università di Udine, su Gli investimenti nella sicurezza antisismica degli edifici; Matteo Mazzolini, direttore dell’Agenzia per l’Energia Fvg, su Gli investimenti nella riqualificazione energetica degli edifici; Domenico Tranquilli, già direttore dell’Agenzia del Lavoro Fvg, su La ristrutturazione della filiera delle costruzioni per la creazione di nuovo lavoro e la riqualificazione del territorio. La discussione della proposta sarà condotta da Gioacchino Garofoli, ordinario di politica economica dell’Università dell’Insubria. Nella seconda parte, alle 16.20, si aprirà il confronto con gli attori sociali, gli enti locali e la cultura del territorio. Coordinerà Mauro Pascolini. Interverranno: Graziano Tilatti, presidente Confartigianato Fvg; Roberto Muradore, già segretario Cisl e componente del Tavolo di studio; Mario Pezzetta, presidente Anci Fvg e componente del Tavolo di studio; Eddi Dalla Betta, presidente della sezione regionale dell’Istituto nazionale di urbanistica. Seguirà il confronto con i candidati alla presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia. Le conclusioni, previste per le 19, saranno affidate al rettore Alberto De Toni.
L’obiettivo del convegno, come spiega il responsabile del Tavolo di studio “Rigenerazione del capitale territoriale” di “Cantiere Friuli”, è «proporre il progetto all’intera società regionale. Da esso potranno seguire, nell’ambito di più avanzate forme di cooperazione inter-istituzionale, le ulteriori necessarie fasi di approfondimento e implementazione. Il progetto che presenteremo richiede, infatti, non solo intelligenze, ma anche risorse pubbliche e private, forte volontà politica ed una macchina pubblica efficiente. Per questo abbiamo riunito attorno al tavolo i principali rappresentanti delle categorie coinvolte, per vagliare l’ipotesi dal punto di vista scientifico, socio-economico-gestionale e politico».
Nato dalla volontà di affrontare la “riabilitazione” di un sistema socio-economico regionale colpito molto duramente dalla crisi in atto ormai da un decennio e di affrontare, sul più lungo periodo, la ristrutturazione di un modello di sviluppo, il progetto elaborato dal Tavolo di studio “Rigenerazione del capitale territoriale” all’interno di “Cantiere Friuli”, prevede, in particolare, due soluzioni, strettamente concatenate tra di loro dal punto di vista funzionale, ma distribuite su prospettive temporali diverse. «A più breve termine, entro 4-5 anni – esplicita il responsabile del Tavolo di studio Rigenerazione del capitale territoriale -, un massiccio piano di investimenti nei settori più reattivi del sistema territoriale e socio-economico e, prima di tutto, in quello della sicurezza antisismica e della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, porterebbe alla creazione di molti posti di lavoro. In parallelo, ma a più lungo termine, in una decina di anni, si prevede di avviare un processo di “rigenerazione del capitale territoriale”, umano, insediativo, ambientale, capace di puntare a una maggiore attrattività del sistema regionale, all’adattamento al cambiamento climatico, a un modello di sviluppo economico basato su una forte decarbonizzazione».

Potrebbero interessarti anche...