Dal Fondo Montagna della Provincia 800 mila euro alle attività del territorio

Trecentomila euro a favore di 304 beneficiari. È l’ammontare della seconda tranche del Fondo Montagna 2016 della Provincia di Udine, che ha stanziato un plafond riservato a supportare le spese di ordinaria gestione delle attività economiche situate nelle fasce B e C della zona montana, quelle cioè più periferiche.

L’ammontare del riparto, come detto, è di 300.000 euro e, sommato al precedente che era invece destinato a sostenere le spese per investimenti, porta a 800 mila euro i fondi destinati alla montagna nel 2016 e a oltre 360 istanze soddisfatte tra imprese private, associazioni e enti pubblici.

A ricevere il bonus della Provincia di Udine, secondo la delibera approvata dalla Giunta provinciale nell’ultima seduta, sono per la maggior parte ditte individuali (209), 83 quelle gestite da operatori con età uguale o inferiore ai 40 anni, 34 realtà che svolgono un servizio di prossimità e rappresentano importanti presidi sul territorio come a esempio edicole, panifici, negozi di alimentari, bar e trattorie, le farmacie alle quali sono stati assegnati gli importi più elevati, diverse le aziende agricole anche in forma di società. Il contributo varia da 300 a 1.415 euro a seconda del punteggio assegnato in graduatoria che teneva conto della collocazione geografica, dell’età del legale rappresentante, del volume d’affari dell’anno precedente.

Sono state fatte anche valutazioni relativamente alla valenza turistico promozionale, alle soluzioni innovative per il miglioramento della vita in montagna; alla valenza socio-ricreativa, all’emergenza o urgenza della richiesta di sussidio.«Attraverso questo Fondo, la Provincia di Udine conferma la sua attenzione nei confronti della montagna nella sua interezza, dalla Carnia, alla Val Canale, alle Valli del Natisone – dichiara il presidente Pietro Fontanini -. Si tratta di aiuti concreti che si sommano alla precedente tranche di 500 mila euro, di cui usufruiranno pubblici e privati con la finalità di sostenerli in questa scelta di continuare a vivere in montagna. Una scelta di cui beneficia la montagna stessa e che va supportata perché consente a queste zone di continuare a vivere, contrasta lo spopolamento e quindi l’impoverimento. Si tratta di zone che hanno potenzialità in primis sotto l’aspetto ambientale e paesaggistico, con importanti carte da giocare dal punto di vista dell’attrattività turistica».

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