Danieli: L’eurodeputata dem De Monte interroga la commissione Ue sul blocco delle commesse con l’iran ed evoca i meccanismi adottati nel ’96 con Cuba

“Chiediamo alla Commissione Ue in che modo intenda neutralizzare gli effetti extra-territoriali delle sanzioni statunitensi sulle compagnie europee che operano in Iran, a tutela della nostra industria”. Lo afferma Isabella De Monte, eurodeputata del Pd e vice capodelegazione italiana nel gruppo S&D, che oggi ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea alla luce del blocco di commesse pari a 1,5 miliardi di euro ai danni del gruppo Danieli di Buttrio in Iran, dopo l’uscita degli Stati Uniti dal trattato nucleare con Teheran.

Secondo De Monte “il Presidente degli Usa Trump, dopo aver dichiarato di voler ritirare il Paese dall’accordo sul nucleare iraniano, ha sottolineato che farà partire al più presto nuove sanzioni commerciali contro Teheran e minacciato severe conseguenze per tutte le aziende che continueranno a fare affari con il Paese mediorientale. Tale decisione ha un impatto diretto sulle aziende europee che negli ultimi tre anni hanno moltiplicato gli scambi commerciali con l’Iran. L’Italia – osserva De Monte - è uno dei primi partner economici di Teheran tra gli Stati membri dell’Ue e, in particolare, il gruppo Danieli ha commesse bloccate per un miliardo e mezzo di euro”.

“Per tale ragione e alla luce delle parole del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, che ha affermato che verranno utilizzati gli strumenti esistenti per mettere al riparo le aziende europee dalle sanzioni statunitensi – evidenzia De Monte – chiediamo alla Commissione quali siano questi strumenti. Nello specifico, domandiamo in che modo l’attivazione dello “statuto di blocco”, meccanismo varato nel 1996 per proteggere gli investimenti europei a Cuba e in Libia, potrebbe aiutare a proseguire gli scambi commerciali con Teheran”.

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