Dati congiunturali di Bankitalia sul Fvg, non è tutto oro quello che luccica. L’opinione del senatore Pegorer

Leggendo in maniera superficiale i dati congiunturali pubblicati da BankItalia sul Friuli Venezia Giulia potrebbe sembrare che vada tutto bene, si legge infatti nell'introduzione che “nel corso del 2017 la ripresa dell’attività economica in FVG si è rafforzata, sostenuta sia dalla domanda interna sia da quella estera. Le esportazioni al netto della cantieristica, caratterizzata da cicli di produzione prolungati, hanno mostrato una vivace dinamica. Nel settore manifatturiero, la crescita dei livelli di attività ha consentito di mantenere buone condizioni reddituali e di liquidità. Le attese positive sulla dinamica degli ordini nei prossimi sei mesi e gli incentivi governativi hanno contribuito a sostenere gli investimenti”. Insomma si evidenzia un certo ottimismo, almeno di facciata,  ma se poi si entra nel particolare dei dati il quadro diventa decisamente più sfumato se non fosco. Un dato per tutti, quello del lavoro e soprattutto della sua qualità che è il vero indicatore dello stato di salute dell'economia. Così nello stesso studio si legge che “ I principali indicatori del mercato del lavoro sono migliorati: sono aumentati sia i lavoratori autonomi sia quelli dipendenti, questi ultimi solo con forme contrattuali temporanee”. Insomma anche in Fvg come nel resto del Paese occupazione ormai , grazie anche alle politiche governative, vuol dire precarietà e mancanza di futuro. Questo per ovvia progressione, vuol dire scarsa propensione alla spesa e futuro di incertezza per migliaia e migliaia di persone, soprattutto giovani, che in assenza di certezza di reddito non possono programmare un futuro di tipo familiare. In molti casi questo vuol dire denatalità con tutto quello che questo comporta per la programmazione di servizi, basti pensare alla sanità e alla scuola.
Sulla presentazione di questi dati relativi al Fvg è intervenuto tramite l'agenzia di stampa Dire, il senatore di Articolo 1- Mdp, Carlo Pegorer secondo cui : "L'Italia cresce meno rispetto ad altri Paesi europei ed in questo quadro il Friuli Venezia Giulia ha risultati inferiori ad altre zone italiane". Pegorer evidenzia che in Friuli Venezia Giulia "esiste un grave problema demografico, mancano politiche di investimento e anche i dati occupazionali, seppur in ripresa, confermano che al di là dei numeri il tema rimane la qualità del lavoro. Anche in Friuli Venezia Giulia, come nel resto d'Italia, prevalgono infatti lavoratori a tempo determinato o precari. Bisogna sottolineare- aggiunge il senatore- che nel nostro territorio c'è mancanza di politiche strutturali che aggrediscano i nodi delle condizioni economiche e sociali, e questo dimostra tutti i limiti di questa parziale ripresa".
Pegorer rimarca poi che il lungo periodo di crisi "ci ha profondamente segnato soprattutto sul fronte delle diseguaglianze sociali. Ora c'è bisogno di politiche nuove, in particolare da parte delle istituzioni pubbliche, che devono farsi carico di mettere in campo una seria politica di investimenti pubblici che stimolino anche quelli privati con l'obiettivo, non solo di creare lavoro, ma anche di creare condizioni di lavoro duraturo.
Bisognerà avere la capacità di affrontare i problemi legati all'innovazione di processo e di prodotto.
Poi - rimarca - non da ultimo, bisognerà affrontare anche i problema che Italia e Friuli Venezia Giulia hanno sul fronte del dissesto idrogeologico e delle politiche ambientali".
Pegorer chiude la sua dichiarazione con una battuta polemica sullo 'scontro' di ieri tra il vicepresidente della Regione Fvg Sergio Bolzonello e i sindaci 'liberi' delle Uti: “Abbiamo visto una scena da perfetta 'coesione istituzionale”.

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