Il 4* festival di poesia di strada

Dal 7 al 10 settembre, poesia e strada in versione Salentina

Alcune foto degli anni passati

Dal 7 al 10 settembre 2016 si terrà a Lecce il quarto festival di poesia di strada, artisti da tutta Italia saranno impegnati nella realizzazione di vere e proprie opere d’arte come avvenuto nelle edizioni precedenti ( edizioni che hanno lasciato il segno in città come Milano, Genova e Roma ). Ancora in fase preparativi, sarà arricchito da eventi collaterali legati alla musica, alle installazioni artistiche e molto altro.  La ricetta del festival è quella proposta nel quartiere der Trullo, ove pittori residenti nella città avvieranno una collaborazione con i poeti. Fra i poeti di strada italiani più influenti  annoveriamo: Ivan Tresoldi, Gio Evan, Mathias PDS, il movimento emancipazione poesia ( M.E.P ) i Poeti der Tullo di Roma, i Poeti della Sera di Udine, Francesca Pels, Davide Casavola, Ste -Marta, Alfonso Pierro, Poesia Pop Corn e Mister Caos. Alcuni di loro saranno presenti nel festival in alcune date per la realizzazione delle opere, quindi se vorrete vederli in azione seguite tutte le giornate (se potete).

L’invito di perdersi per il centro storico di Lecce, infatti, è rivolto a tutti, anche agli scettici perché è innegabile che  la poesia di strada risulta essere un fenomeno in voga nel nostro presente. Nella fase iniziale non poteva che essere definita come ‘ azione illegale’ e pertanto perseguile a termini di legge, un trastullo di qualche giovane vandalo,  un verso trascritto sui muri come segno di protesta e ribellione, essendosi l’artista  accorto di quanto determinate manovre politiche e sociali potessero privilegiare l’asservimento sfavorendo  la crescita individuale ed esente da ogni preconcetto stereotipato. L’artista di strada, dunque, si ritrova costernato fra i vicoli delle città italiane che visita, afflitto dalle problematiche legate a questo mondo in decadenza, solo in un mondo di cemento altrettanto abbandonato, in una realtà fatta di muri come fogli bianchi. Ed ecco, dunque, intento a trascrivere i propri versi per lasciare un’impronta d’inchiostro o di vernice, per lasciare una traccia del proprio passaggio su queste pareti mute ed inquinate col fine ultimo di offrire uno spunto di riflessione o semplicemente un sorriso avvicinando le persone, passo dopo passo, a quel contesto underground tanto misterioso quanto affascinante che sta ridimensionando i confini artistici del nostro periodo storico. Le scuole, ad esempio, stanno creando dei percorsi per i ragazzi spiegando il percorso evolutivo dell’arte urbana a partire dagli affreschi e spingendo loro a interagire sul campo, legalmente, applicando tecniche nuove o vecchie. L’arte figurativa di strada, inoltre, non può e  non dovrebbe mai essere esposta né  utilizzata a fini di lucro essendo, per l’appunto, arte libera.  Fra le tante cose, la divulgazione sul mondo virtuale presenta un altro punto di forza e avviene per mano sia degli artisti che degli stessi fans, alcuni dei quali orientati ad approfondire un interesse rimasto nascosto,  talvolta sopito dai tempi della scuola. I festival quindi orientano le persone a comprendere una nuova realtà artistica, una dimensione culturale che sta sfilando di muro in muro, di città in città. Ed è proprio grazie a tutto questo che si è riusciti a passare dai primissimi  atti  d’impronta sperimentale a un sistematico reclutamento di artisti da parte di privati cittadini e di istituzioni pubbliche interessate a migliorare l’aspetto stantìo delle città, specialmente di quei quartieri abbandonati dove ogni poesia disegnata  può, a sua volta, disegnare un sorriso sul volto dei passanti. Tra il poeta e il committente, come sempre, ci sono contrasti e differenze di pensiero ma è alla fine il poeta stesso ad avere cura di mediare e ampliare la propria tecnica e il proprio stile di scrittura ( fra le tante cose il confronto fra gli artisti partecipanti potrebbe influenzare ogni parte ad affinare le proprie tecniche espressive). Che si parli di amore o di diritti la poesia é sempre viva nel contemporaneo, rispecchia il luogo e riflette sulle sofferenze della gente. Un consiglio per tutti coloro che attraverseranno le solite vie: guardate muri e serrande, non camminate a sguardo basso. Come sostengono i Poeti della Sera: "la poesia di strada può rendere giustizia ad ogni città addormentata gridando inchiostro sui muri"

 

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