“Chi dice Ceta dice Danno”, domani sera manifestazione regionale a Udine

Sono 72 le associazioni, movimenti, sindacati, partiti e sostenitori dei comitati StopTtip/StopCeta di Udine, Trieste, Pordenone e Gorizia, che per dire  no al voto del Ceta (Trattato di libero commercio Ue – Canada) previsto a Strasburgo per mercoledì  prossimo  all'Europarlamento si riuniranno domani, alla vigilia del voto,  dalle ore 20 alle 22 a Udine nella sala conferenze della Cgil, in via Malignani 8. Un'assemblea dove  spiegheranno le motivazioni del no e del significato del titolo dell'iniziativa: “Chi dice Ceta dice Danno”. L'evento è  organizzato dallo Stop Ttip/Stop Ceta di Udine in collaborazione con la Cgil stessa. L'accordo commerciale dell'Ue con il Canada, secondo i sostenitori, prometterebbe vantaggi commerciali per 5,8 miliardi di euro l'anno e un risparmio per gli esportatori europei di 500 milioni di euro l'anno, grazie all'eliminazione di quasi tutti i dazi sull'importazione. In realtà, secondo i promotori della manifestazione contro, il Ceta provocherebbe danni enormi ai cittadini europei. Si parla di armonizzazione, ma la verità è la cancellazione di tutti quei diritti che tutelano la salute, il cibo e l'ambiente, insomma la vita stessa dei cittadini europei. In particolare preoccupa il venir meno del principio di precauzione, cioè del controllo a monte dei prodotti poi monitorati anche durante la filiera che è una garanzia di sicurezza per i cittadini europei e che invece è fortemente osteggiato oltreoceano. Preoccupano anche le eventuali citazioni in giudizio degli Stati europei tramite tribunali internazionali privati  gli Ics (Investment court system) come previsto dal Ceta. Le multinazionali Usa, spiegano i promotori della manifestazione di domani sera,  sono  42.000 e sono  già attive con le loro sussidiarie sul territorio canadese, pronte ad azioni legali nel caso in cui gli Stati europei non garantissero i loro immensi profitti.

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