Effetto Trump nell’est slavo, Filorussi in Bulgaria e Moldova

A nemmeno una settimana dalla clamorosa vittoria su Hillary Clinton negli Usa, già si sente l'effetto Trump. Il suo riavvicinamento a Putin ha infatti prodotto un terremoto politico in due ex Paesi 'satelliti' di Mosca che alle elezioni presidenziali hanno abbandonato un ventennio di europeismo , spostando l'asse politica verso Mosca, com'era stato ai tempi dell'Urss, fino alla caduta del muro di Berlino, nel 1989. En-plein dei filorussi e schiaffo per l'Occidente.
In Moldova, denominazione romena del piccolo Stato tra Romania e Ucraina che noi continuiamo a chiamare Moldavia, 3 milioni e mzzo di abitanti con capitale Chisinau, indipendnte dal 1991, Igor Dodon, amico del nuovo Zar russo, si è aggiudicato la carica di Presidente imponendosi sulla filo-occidentale Maia Sandu, che dal 2009 sosteneva il Governo filo-Ue con tre partiti alleati.
Aveva stretto con Bruxelles molti accordi di cooperazione facendo indispettire Putin che infatti aveva sanzionato la Moldova con un gravoso embargo commerciale soltanto in parte compensato dai rapporti con l'Ue (45% dell'interscambio). L'attuale virata con la batosta per la Comunità rivoluzionerà ulteriormente la situazione.
La fazione filo-occidentale era frammentata e ha pagato le accuse di corruzione, a partire dalla sparizione, due anni fa, di 1,5 miliardi di dollari dalle tre principali banche del Paese.
La Bulgaria, capitale Sofia, che ai tempi dell'Urss era la più fedele esecutrice degli ordini del Cremlino, è invece già da tempo membro dell'Ue a pieno titolo. Anche qui hanno vinto i filo-russi ribaltando il quadro politico. Il nuovo Presidente è il generale in pensione Rumen Radev, ex comandante dell'Aeronautica. Ha sconfitto l'europeista Tsetska Tsachva, sostenuta dal Premier conservatore e filo-Ue Bojko Borisov, che ha subito rassegnato le dimissioni. Ciò può comportare elezioni politiche anticipate nel giro di pochi mesi.
Il vincitore era alla sua prima candidatura politica ed è considerato molto vicino alle 'lobbies' delle armi.

AUGUSTO DELL’ANGELO

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