Elettrodotto Somplago-Wurmlach sarà tutto interrato esultano i comitati in Carnia

Esultano i Comitati che negli ultimi anni si sono battuti per ottenere il risultato che oggi viene rivendicato dalla maggioranza  regionale che in realtà aveva posizioni molto più concilianti con la proprietà dell’opera.  In una nota congiunta “ Comitato Carnia in Movimento”, Alto But; “Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento”, Tolmezzo”; “Comitato acqua Libera”, Paluzza; e “Comitato Per altre strade Carnia – Cadore”, Val Tagliamento, parlano di  “una buona notizia annunciata dall’assessore all’energia Sara Vito, la quale però ha dichiarato che “ questo è il risultato della ferma decisione dell’amministrazione regionale e dell’ascolto del territorio”. Già, “ascolto del territorio”! E’ da un territorio che non subisce ma si mobilita per esprimere forte la propria voce e da Enti Pubblici – non sordi – ma che hanno la saggezza di ascoltare, che scaturiscono le buone e sagge decisioni. Dovrebbe essere la regola! Un insegnamento per gli abitanti della montagna: non con i mugugni in osteria si risolvono i problemi ma scendendo in piazza per far sentire la propria voce”.
I Comitati popolari che operano nella nostra montagna, continua la nota,  salutano l’abbandono della disastrosa variante aerea di tale elettrodotto e, nell’occasione, ricordano a chi avesse la memoria corta alcuni momenti salienti della vicenda:
1) Il merito è dei 4000 carnici che hanno dovuto gridare forte per farsi ascoltare dalla Regione – e non solo da essa – scendendo in piazza a Tolmezzo ed a Paluzza a manifestare la loro decisa opposizione all’elettrodotto aereo.
2) Il merito è dei Comitati popolari che hanno tenuto tante assemblee nei paesi delle valli ed organizzato le manifestazioni nell’indifferenza della classe politica e delle istituzioni.
3) Il merito è di quegli amministratori dei Comuni della Val But che si sono fermamente opposti.
4) Il merito è di tutti coloro che non hanno mai creduto, contestandola, alla bufala dell’impossibilità dell’interramento dell’elettrodotto, sparsa a piene mani da certi esponenti politici, tecnici servizievoli e, purtroppo, da qualche amministratore comunale. Ora la smentita.
5) Il merito – un grande merito! – è dei vicini carinziani e dei loro sindaci che si sono opposti con dimostrazioni popolari ed in sede giudiziaria sino ad ottenere la bocciatura del progetto aereo da parte del Consiglio di Stato di Vienna (non di Roma!).

I comitati di difesa della montagna, pur non sfuggendo loro il momento ormai preelettorale dell’annuncio dell’assessore, salutano il superamento di quello che sinora è stato il tabù dell’interrato, ma sono e saranno particolarmente vigili, pronti alla mobilitazione e sin da ora chiedono che del progetto della variante interrata sia data completa informazione alla popolazione.  I Comitati della montagna sono convinti che l’interramento degli elettrodotti sia non solo possibile ma necessario: è una questione di civiltà. Per questo motivo il loro pensiero scende dalle montagne verso la piana friulana ed inorridisce alla vista di quei sostegni-minareti dell’elettrodotto aereo Redipuglia-Udine ovest: uno sfregio ed una prepotenza al Friuli, un piano paesaggistico ridicolizzato, un serio colpo alla credibilità della classe dirigente che, succube di Terna e di Roma, si è turata le orecchie con la cera davanti al grido che saliva dal Friuli. Un elettrodotto da interrare tanto più che l’interramento in pianura è più facile che in montagna.

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