Elettrodotto “Udine Ovest-Redipuglia”: al via la dismissione delle vecchie linee elettriche

Con lo smantellamento avviato a Campolongo Tapogliano Terna ha dato inizio, alla presenza del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e dell’Amministratore Delegato di Terna Luigi Ferraris, le attività di demolizione di 110 km di vecchie linee elettriche correlate alla realizzazione del nuovo elettrodotto “Udine Ovest-Redipuglia”. Considerando però il livello di contrarietà popolare all'opera forse non era neppure il caso di ostentare più di tanto perchè se la legge alla fine ha dato ragione alle istanze dell'azienda, il modo tormentato nel quale si è sviluppata l'opera non è certo esempio di buon governo del territorio o quantomeno dei rapporti fra industria, pitica e abitanti di un territorio. Tanto che i rappresentanti del Comitato del Friuli Rurale in prima linea nel contrastare l'elettrodotto ha espresso anche oggi la propria contrarietà: "La nostra contrarietà rispetto a questo elettrodotto è rivolta alle modalità utilizzate da Terna per la realizzazione della infrastruttura, che sta facendo il suo esclusivo interesse, ma anche per la dimensione politica e amministrativa della vicenda. A parlare è il presidente del sodalizio Aldevis Tibaldi. Le amministrazione non hanno tutelato gli interessi dei cittadini optando per una soluzione interrata, come invece è accaduto in altre regioni italiane come nel caso della grande linea di 190 chilometri appena realizzata fra Francia e Italia. Sarebbe stato un gran vantaggio per tutti avere la linea sotto l'asse autostradale".
Proteste a parte comunque la notizia della giornata sono i 400 tralicci dismessi
Il primo ad essere demolito è quello di Campolongo, primo dei circa 400 che complessivamente saranno dismessi in 30 Comuni della Bassa friulana, dismettendo linee che risalgono prevalentemente agli anni ‘50 quando la coscienza ambientale non era certo un problema con il quale le compagnie elettriche di allora si misuravano. Le demolizioni odierne iniziato con i 20 km della linea 220 kV “Udine Nord Est-Redipuglia” compresi tra la stazione elettrica di Redipuglia e la derivazione Safau, nel Comune di Pavia di Udine; successivamente sarà dismessa anche la linea a 132 kV “Istrago-Meduna”, per un totale di circa 70 km di dismissioni realizzati entro i primi 6 mesi del 2018. I restanti 40 km circa di smantellamenti – attualmente ancora in iter autorizzativo – saranno conclusi a seguito del rilascio delle summenzionate autorizzazioni. La razionalizzazione delle vecchie linee è possibile hanno spiegato da Terna grazie all’entrata in esercizio del nuovo elettrodotto “Udine Ovest-Redipuglia”, avvenuta il 1 ottobre scorso: un’opera indispensabile per risolvere i problemi di sicurezza della rete elettrica friulana, le cui uniche 2 linee a 380 kV risalivano agli anni ’70-’80, mentre i consumi elettrici delle famiglie e delle imprese del FVG sono nel frattempo più che raddoppiati.
Per effetto di quest'opera saranno liberati da vincoli 367 ettari (cioè una superfice pari a 524 campi da calcio), terreni dalla servitù di elettrodotto, di cui 30 si trovano in aree protette di rilevanza ambientale. La dismissione di circa 400 tralicci porterà benefici a 680 edifici costruiti nel corso degli anni fino ad arrivare in prossimità delle linee esistenti, e consentirà di recuperare e riciclare 1.800 tonnellate di acciaio. L’intervento complessivo realizzato da Terna, con un investimento di 110 milioni di euro, porta secondo Terna, una maggiore sicurezza e stabilità degli approvvigionamenti elettrici per le famiglie e le imprese della regione, minimizzando gli impatti paesaggistici e naturalistici, grazie alle moderne tecnologie utilizzate”. Parole dell’Amministratore Delegato di Terna, Luigi Ferraris. “Le dismissioni che abbiamo avviato, poi, liberano ampie aree protette e di rilevanza ambientale, a beneficio delle comunità friulane anche a livello occupazionale”.
“Si conclude il percorso di un’opera avviata nel 2006 e migliorata grazie alle nuove compensazioni ottenute in questa legislatura” ha commentato la Presidente della Regione Fvg Debora Serracchiani. “L’avvio dell’opera di demolizione dei vecchi tralicci e il recupero di suolo che ne consegue sono risultati non scontati che migliorano la qualità dell’ambiente e del paesaggio della nostra Regione”. Forse in ques'occasione la governatrice del Fvg avrebbe dovuto evitare di mettersi medaglie al petto. L'elettrodotto infatti è stato imposto alle popolazioni di molti Comuni che attraversa e la gente del Friuli in questo caso non ringrazia e soprattutto non dimentica, queste le parole che abbiamo raccolto da parte di molti cittadini contrari alla presenza dei nuovi tralicci monostelo.

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