Elezioni regionali: in visita tutti, o quasi, i big nazionali. Il Fvg fino al 29 aprile non è più “periferia dell’impero”

Luigi Di Maio sarà a Udine domenica prossima 15 aprile 2018, Gentiloni lunedì. La campagna elettorale in occasione del duplice appuntamento del 29 aprile con comunali e regionali Fvg diventa caso nazionale. Del resto lo si era intuito da quando Matteo Salvini è diventato una presenza fissa in questa campagna elettorale regionale, palesando tutto il armamentario fatto di slogan, magliette e felpe,  mosse ammiccanti che tanto piacciono al popolo.  Così oggi il Fvg  da periferia dell'impero diventa improvvisamente nuovo metro di misura per i partiti, soprattutto nel centrodestra, e soprattutto per stabilire quanto nana diventerà Forza Italia. Ma con il PD dato per spacciato a contendere lo scranno che fu di Debora Serracchiani si è inserito anche il Movimento 5 Stelle il cui leader Luigi Di Maio è atteso per domenica sera, alle 20.30 a Udine,in piazza XX Settembre, assieme a Pompea Maria Rosaria Capozzi, aspirante sindaco udinese, e ad Alessandro Fraleoni Morgera. Va detto che ai risultati deludenti della presenza grillina nelle istituzioni del Fvg delle scorse consiliature si tenta di contrapporre l'immagine “vincente” di Di Maio e i nomi plurimi altisonanti dei candidati al vertice, quasi una ricerca di nobiltà che superi le accuse di scarsa trasparenza che, vere o no, hanno accompagnato le candidature grilline. Invece a tentare di alleviare i malanni nel centrosinistra, incapace di trovare, almeno per le regionali, l'inclusione della sinistra, se non attraverso il patetico e finto tentativo di saltare sul carro attuato da un gruppo di ricercatori di poltrone, sarà Paolo Gentiloni, che spogliato per qualche ora dalle incombenze del governo che c'è e non c'è,  sarà lunedì sera alle 18 al Palamostre di Udine. Le malelingue hanno sparso la notizia che Debora Serracchiani non sarà presente su espressa richiesta, ma noi non ci crediamo, non perchè non sarebbe opportuno, per dare quel senso di discontinuità che servirebbe a Bolzonello, ingabbiato in quella veste ormai strettissima, quasi soffocante, del vice che tutto sapeva e tutto approvò, ma per il fatto che nel PD continuano a pensare che Debora abbia ben governato, così come per Renzi,  è l'elettore che non sa e non capisce.

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