Eluana: a otto anni dalla morte, un libro per riflettere

Eluana Englaro morì il 9 febbraio del 2009. Esattamente a otto anni dalla sua “liberazione”, il 9 febbraio sarà edito il volume: “Vivere e morire con dignità”, di Beppino Englaro, Giulia Facchini Martini, Pierluigi Di Piazza e Vito Di Piazza. La post fazione, invece, sarà a cura di Marinella Chirico.

Una proposta dell'editore “Nuovadimensione” per riflettere sul controverso tema del fine vita, discusso dal punto di vista religioso, etico, legale e medico.
Gli ultimi periodi di vita di una persona sono un momento difficile, per il malato, stremato dal dolore, e per i parenti, stretti attorno a lui, che da tempo condividono la sua sofferenza. Ci si pone allora di fronte a diversi interrogativi, nel complicato tentativo di dare un senso alla vita e alla morte. Qual è il confine tra cura e accanimento terapeutico? Si può decidere la propria morte? Come trovare, da credente, una dignità nella morte? In questo libro si analizzano i motivi religiosi, etici, legali e medici, con interventi di
Beppino Englaro, padre di Eluana, dell’avvocato Giulia Facchini Martini, nipote del Cardinal Martini, di Vito Di Piazza, primario di Medicina all’Ospedale di Tolmezzo, di don Pierluigi Di Piazza e postfazione della giornalista Rai Marinella Chirico. La pubblicazione, ricordiamo, è in collaborazione con il Centro di accoglienza e promozione culturale Ernesto Balducci.
«L’attenzione, il rispetto e la cura per la persona malata e sofferente sono leggi supreme, - scrive il testo - da attuare sempre con sensibilità premurosa, con competenza e capacità scientifiche, e appunto insieme, con motivata, profonda umanità. Considerando i diversi aspetti della persona con la sua storia, con le sue relazioni familiari e amicali, con tutte le componenti e dimensioni della vita. La malattia, la sofferenza e il dolore sono parte della vita. L’impegno a prevenirli, per quanto è possibile, deve essere assunto in modo più diffuso e responsabile. Quando la malattia colpisce, la persona vive la constatazione della sua debolezza e fragilità, e chiede di essere accompagnata con rispetto, premura e cura».

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