Esultano in Egitto per l’arrivo dell’ambasciatore Italiano, caso Regeni per loro chiuso, così come per Alfano

La sparizione di Ibrahim Metwaly, uno dei legali della famiglia Regeni non è più un mistero, fonti delle organizzazioni dei diritti civili egiziane puntano il dito contro il procuratore del Cairo che avrebbe ordinato l'arresto o comunque saprebbe bene chi detiene l'avvocato Metwaly. Il procuratore è lo stesso che ha detto di voler collaborare con le autorità di Roma. Ma del resto credere agli inquirenti egiziani è ormai un esercizio mentale impossibile, a farlo è rimasto solo il ministro degli esteri italiano Angelino Alfano che come è noto ha legato il rinvio dell'ambasciatore Contini al Cairo all'invio agli inquirenti italiani dei documenti che avevano richiesto e l'aveva fatto il 14 agosto scorso senza avere effettiva contezza di quanto contenuto nel faldone inviato dal Cairo che era in arabo. Oggi, tradotto il tutto, si scopre la quasi inutilità di quanto arrivato nelle mani della procura di Roma. Nei nuovi documenti arrivati nella capitale c'è materiale di scarso interesse, infatti ci sarebbero dovuti essere gli interrogatori di Sharif Magdi Abdlaal e Osmand Helmy, i due ufficiali di polizia che erano in contatto con Mohammed Abdallah, il capo degli ambulanti che ha filmato Giulio durante il loro incontro. La Procura di Roma aspettava anche il verbale di Mahmoud Hendy, l’uomo che nell’aprile del 2016 ha messo i documenti di Giulio nella casa del presunto capo dei gangster accusati di aver rapito il ragazzo. Ma in realtà nelle trascrizioni non vi sono verità, ma solo la negazione di ogni coinvolgimento da parte dei poliziotti, mentre appare chiaro che gli interrogatori sono stati molto tiepidi, senza contestazioni alle risposte, insomma i Pm egiziani erano decisamente clementi nei confronti degli ufficiali sotto interrogatorio. Così dopodomani una figurativa lastra di marmo ipocrita sigillerà forse per sempre, il caso Regeni, con l'arrivo del nuovo ambasciatore Giampaolo Cantini al Cairo, arriverà infatti nella capitale egiziana giovedì prossimo 14 settembre, tutto si normalizzerà nei rapporti Italo-egiziani, ne sono convinti soprattutto in Egitto dove si è già creato un clima di sereno sollievo tra gli esponenti delle istituzioni dove tutti sono desiderosi di archiviare il “caso” il prima possibile.
Qualcuno l' ha addirittura ammesso pubblicamente, ad esempio il parlamentare egiziano Hassan Omar alcuni giorni fa aveva detto. “Il ritorno dell’ambasciatore italiano Giampaolo Cantini al Cairo il prossimo 14 settembre evidenzia che il caso dell’uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni può considerarsi chiuso”. Ma non è voce isolata, l'opinione è condivisa dal portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Ahmed Abu Zeid, secondo il quale tra Italia e Egitto “ora le relazioni sono ritornate alla normalità”.

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