Export: futuro positivo per il Nordest

Secondo le previsioni di SACE (società assicurativa del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti) l’export italiano potrà mettere a segno una crescita del 3,7% medio annuo nei prossimi quattro anni, raggiungendo il valore di 480 miliardi di euro nel 2019, a patto concentrare gli sforzi sulle geografie a maggior potenziale e rafforzare le proprie strategie d’internazionalizzazione. In questo contesto, quali sono le prospettive per l’export del Nord Est, che da solo contribuisce a oltre il 18% dell’export nazionale? Quali i mercati su cui puntare e gli strumenti da utilizzare? Per rispondere a queste domande al Palazzo della Gran Guardia di Verona, Sace in collaborazione con Simest ha  organizzato un convegno dedicato. Dopo il risultato positivo del 2015, con quasi  78 miliardi di euro (18% dell’export nazionale), nel primo trimestre del 2016 l’export del Nord Est è rimasto sostanzialmente stabile, orientandosi prevalentemente verso i mercati europei.
In termini settoriali, la performance delle vendite estere del Triveneto, nonostante i tassi di crescita a due cifre di comparti come i raffinati (+36,4%) e gli apparecchi elettronici (+27%), poggia soprattutto sul contributo di 5 settori chiave dell’economia regionale: meccanica strumentale (il primo comparto per volumi con un peso sul totale di oltre il 19%), tessile & abbigliamento (pari al 14% delle vendite estere totali), prodotti in metallo (11%), ma anche gioielli (13%), e alimentari & bevande (9%), gli unici settori strategici a crescere nel primo trimestre rispettivamente dell’1,5% e del 4,3%. Sotto il profilo dei mercati di destinazione, sebbene l’Unione Europea risulti la meta principale, le previsioni di Sace offrono importanti direttrici di crescita verso mercati emergenti, non certo privi di rischio : Emirati Arabi, Arabia Saudita e in prospettiva Iran per il Medio Oriente, Corea del Sud e Cina in Asia, Messico in America Latina, ma anche Repubblica Ceca e Polonia in Europa.

Potrebbero interessarti anche...