Ministro Federica Guidi si è dimessa travolta dallo scandalo lobby

Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi si è dimessa. La decisione arriva dopo la pubblicazione dell’intercettazione in cui la Guidi racconta al compagno Gianluca Gemelli, indagato dalla Procura di Potenza, “dell’emendamento che dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato”. Ma andiamo per ordine:questa mattina cinque funzionari e dipendenti del centro oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni - dove viene trattato il petrolio estratto in Val d’Agri -sono stati posti agli arresti domiciliari dai carabinieri per la tutela dell’ambiente perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di “attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti”. I carabinieri hanno eseguito anche un’ordinanza di divieto di dimora nei con-fronti di un dirigente della Regione Basilicata. I provvedimenti cautelari- emessi dal gip del Tribunale di Potenza sono nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia - sono stati eseguiti nelle province di Potenza, Roma, Chieti, Genova, Grosseto e Caltanissetta. Fin qui sembrerebbe una delle tante indagini sul malaffare. Ma in questa occasione c'è di più,un'intercettazione telefonica allegata alle carte dell'inchiesta imbarazza il ministro per le Attività produttive Federica Guidi. Il testo della conversazione è agli atti delle indagini a doppio binario della Procura di Potenza sul traffico di rifiuti e gli appalti per le attività estrattive di gas e petrolio in Basilicata, che vede, oltre al-le persone citate in apertura, indagato anche il fidanzato della Guidi,Gianluca Gemelli. Nel dialogo la Guidi rassicura il compagno circa l'approvazione di un emendamento in Senato che avrebbe sbloccato l'operazione "Tempa Rossa" portata avanti dalla Total. Ovvero, l'affida-mento di lavori per la realizzazione delle infrastrutture nell'omonimo giacimento, che avrebbe garantito subappalti per circa 2 milioni di euro alle aziende di Gemelli. È il 5 novembre del 2014. Dopo la bocciatura di un emendamento inserito nel decreto Sblocca Italia (avvenuta il 17 ottobre) per la realizzazione del Pro-getto “Tempa Rossa”, Gianluca Gemelli chiama la compagna, Federica Guidi, e lei lo rassicura: “Dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se è d’accordo anche Mariaele (il ministro Boschi, specificano gli investigatori) quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte, alle quattro di notte”. Secondo quanto trapelato, dopo aver ricevuto la rassicurazione, Gemelli avrebbe contattato subito un manager della Total, dicendogli: "La chiamo per darle una buona notizia... pare che ci sia l'accordo con la Boschi e compagni... se passa quest'emendamento... è tutto sbloccato!". Di lì a poco, la legge in questione è stata approvata, con al-l'interno proprio l'emendamento oggetto delle conversazioni. Dalle carte emerge poi un incontro, datato 18 novembre 2014, tra il ministro Guidi, i rappresentanti della Total e il sottosegretario Vicari. Dopo l’incontro il dirigente Total Cobianchi chiama Gemelli e gli dice: “A nome della società la ringrazio per averci fatto conoscere direttamente il ministro Guidi e per l’interessamento che ha avuto”. “Assolutamente a disposizione, ce lo siamo detti dal primo giorno“ risponde Gemelli.

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