Fibrillazioni nel centrodestra: Il coordinatore regionale di Alternativa popolare Gottardo contro i manifesti di Forza Italia

«I manifesti annunciati da Forza Italia in Regione per il contenuto che annunciano, sembrano voluti per contendere voti alla Lega e forse soddisfare le proprie componenti più radicali, ma non a trasmettere messaggi di fiducia e realismo, avendo a mente che se ti candidi a governare poi dovrai fare i conti con la realtà e con ciò che hai promesso». Il coordinatore regionale di Alternativa popolare, Isidoro Gottardo, interviene così subito dopo il lancio della campagna di Forza Italia riguardo a quelle che i forzisti ritengono la maggiori criticità dell’eredità Serracchiani.
«Comprensibili quei manifesti, se voluti per distrarre l'opinione pubblica, rispetto al fatto che il Centrosinistra seppur a fatica, ha un candidato per la Regione (e Comune di Udine), mentre Forza Italia viste le difficoltà, pare rassegnata  ad attendere le decisioni nazionali, frutto di compensazioni estranee all'Autonomia Regionale», prosegue Gottardo, al quale viene in mente «un film già visto nel 2003», perché «anche allora le decisioni furono subite nonostante tanti manifesti inutilmente affissi».
La coalizione di Centrodestra, nella visione di Ap, dovrebbe rappresentare la convergenza di sensibilità politiche e autonomistiche diverse presenti in regione, ma «quei manifesti certamente non colgono la sensibilità di quei cittadini che, pur auspicando un cambio di rotta, non ritengono credibile sentir dire che tutto (o quasi) ciò che ha fatto il centrosinistra in Regione, (verso il quale i consiglieri di AP hanno fatto sempre una opposizione chiara) è sbagliato e da buttare, perché ciò è oltretutto irrealistico. Ben diverso indicare dove e come correggere e giusto contrastare con dati alla mano la propaganda di chi ha guidato la Regione».
Gottardo ricorda il passato recente dei centristi regionali, quando sono stati forza di governo come Centrodestra con Renzo Tondo presidente. Di quei cinque anni, i precedenti all’ultima legislatura, «ossiamo rivendicare grandi meriti – rivendica Gottardo -, come il risanamento del debito, il patto con lo Stato (Tondo-Tremonti) che oltre a portarci i decimi Irpef dei pensionati ha conferito al Fvg l'autonomia fiscale inclusi gli enti locali, realizzato o portato a maturazione grandi opere, lavorato bene su politiche sociali». Tuttavia, prosegue nel suo ragionamento Gottardo, «non dobbiamo dimenticare le difficoltà a varare riforme come la istituzionale e la sanitaria, per veti e controveti territoriali, pur in un contesto di grandi cambiamenti sociali che le rendevano auspicabili o necessarie anche per ragioni di contenimento della spesa».
Perciò Alternativa popolare crede che «l'onestà intellettuale degli elettori non vada sottovalutata. La sanità e l'organizzazione istituzionale comportano riforme condivise per assicurare alle stesse sostanziale continuità a prescindere da chi governa, una lezione ignorata da Serracchiani ma anche dai manifesti di Forza Italia».
Gottardo va nello specifico: «Se dici che con il Centrodestra, qualora governi qui e a Roma, gli immigrati spariranno, illudi ma non sei credibile; se come Centrodestra dimentichi il tema fondamentale del federalismo fiscale non sei coerente, abbiamo combattuto per ottenerlo, ora lo attuiamo o no»? Dare attuazione alla Autonomia su Finanza locale significa mettere i Comuni nelle condizioni di sviluppare il valore della sussidiarietà. Introdurre in Regione la detrazione d'imposta significa liberare i cittadini da burocrazia e da dipendenza del pubblico. Ma significa anche ridurre il potere di chi governa e creare una comunità regionale piú liberale. «Questo sarà priorità vera per il centrodestra?», si chiede Gottardo. E ancora, «conil primato del calo demografico vogliamo diventare la Regione modello insieme all'Alto Adige di politiche a sostegno delle famiglie con figli? Per farlo dove tagliare spesa»?
Quindi, «urge lasciare gli slogan sterili a chi sceglie di vivere di questi e lavorare a programmi innovativi da comunicare nel merito prima del voto. Come fu fatto nel 2008, coinvolgendo non solo tutti coloro che avevano voglia di contribuire ma trovando anche modalità di partecipazione della società; il programma non rimanga solo patrimonio dei partiti. Insegni la lezione della sconfitta del 2013 quando quella strada fu abbandonata perché il centrodestra si chiuse nella sua presunta e presuntuosa autosufficienza», conclude il coordinatore regionale di Ap.

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