Fiducia al Senato su legge elettorale. Besostri avvocati antitalikum: “se credevano nella legge non la chiedevano”

Entra nel dibattito sul cosiddetto Rosatellum anche il movimento degli avvocati antitalicum-Cdc per bocca del loro coordinatore Felice Besostri:
“Il Governo chiede la fiducia perchè non ha fiducia nella bontà della sua legge e nella tenuta della maggioranza, oltre che voler evitare pochi voti segreti”. “Quello che speravo non succedesse è successo di nuovo – prosegue – quindi la Presidenza del Senato e delle Camere nel loro complesso hanno accettato il ricatto del Governo”.
“Se il Rosatellum fosse stata una legge elettorale costituzionale, cosa che non è, sarebbe diventata incostituzionale grazie alla ammissione del voto di fiducia in violazione dell’art. 72, comma 4 della Costituzione” – e incalza – “Spero che i cittadini capiscano l’imbroglio e gli elettori non diano fiducia a chi non gli vuole concedere la libertà di votare in conformità alla Costituzione”.
Concludendo sulla questione della fiducia “Il voto non è libero, uguale e personale ma, grazie a Dio, resta ancora segreto”. Besostri, relatore della legge 482/1999 di tutela delle minoranze, prosegue sulle minoranze nazionali e dichiara “Credo che Zeller non possa dare lezioni a nessuno perché le norme per la Camera dei Deputati non tutelano le minoranze linguistiche ma unicamente il monopolio della SVP sulla minoranza linguistica tedesca”. E ha concluso “Se fosse stato vero il contrario avrebbero fatto qualcosa per tutelare le minoranze che vivono in regioni a statuto ordinario, ovvero quelle in regioni autonome senza tutela statutaria come quella sarda, la più grande minoranza linguistica in Italia, e la seconda minoranza linguistica, ovvero la friulanofona”.
Insomma non sono bastate la legge Porcellum di Calderoli e l’Italicum, le sentenze della Consulta , la sconfitta del referendum del 4 dicembre 2016 sulla riforma costituzionale: il PD e la sua eterogenea maggioranza parlamentare arricchita dalla “strana” alleanza con Forza Italia e Lega Nord perseverano a proporre una legge elettorale che ha detta di molti costituzionalisti, e non solo quelli dell’associazione antitalicum, è fortemente distorsiva della rappresentanza e ciononostante incapace di garantire, nonostante le alchimie perniciose maggioranze omogenee e stabili. In realtà le finalità chiare sembrano quelle di favorire sé stesso come partito fulcro del sistema e impedire quanto si può la presenza dei partiti minori. Obiettivi fra l’altro che potrebbero non essere colti perchè i giochetti, questo avvenuto in passato, potrebbero ritorcersi contro chi li ha promossi dando magari involontariamente il ruolo cerniera del sistema anche al movimento 5stelle che magari dinnanzi alle sirene di un possibile impegno di governo potrebbe accettare l’appoggio di altre forze politiche, magari appoggio esterno salvaguardando fittiziamente la propria verginità. Bisogna anche aggiungere che la Legge Rosato che domani passera in via definitiva a colpi di fiducia, è pervasa, in una logica prevalenza della governabilità rispetto alla reale rappresentanza dei cittadini, dalla maniacale proposizione di assegnare un bonus al partito che ha preso più voti, ovvero, assegnare alla più numerosa minoranza, la maggioranza dei seggi parlamentari. Un ossessione presente da tempo nell’agorà della politica, ma che nell’ultimo ventennio, berlusconiano prima e renziano poi sta trovando la sua massima espressione, spesso in spregio ai dettami costituzionali che vedono invece il primato della rappresentanza dei cittadini come bene primario democratico da salvaguardare.

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