Genocidio e crimini contro l’umanità, Mladic condannato all’Aja

Meglio tardi che mai, il tribunale penale internazionale dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpi) dopo un procedimneto decennale ha inflitto la pena dell'ergastolo, in primo grado all'ex capo militare dei serbi di Bosnia Ratko Mladic che era in aula per assistere alla lettura del verdetto ma che è stato poi allontanato dopo uno scoppio di ira ed invettive contro la Corte
Come è noto a Sarajevo Ratko Mladic decise di attuare una campagna micidiale di bombardamenti sui civili e uso di cecchini e a Srebrenica andò perfino oltre, volle perpetrare genocidio, persecuzione, sterminio, assassinio e atti disumani attraverso violenze inaudite e trasferimenti forzati. Ha usato queste parole il giudice del Tribunale per la ex Jugoslavia leggendo la sentenza nei confronti dell'ex generale condannato all'ergastolo. Per Ratko Mladic, l'accusa aveva chiesto l'ergastolo e così è stato. Mldadic, che si è sempre dichiarato innocente, è accusato di 11 capi di imputazione tra cui spiccano quello di crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio. Giacca scura, camicia bianca e cravatta rossa, Mladic ha ascoltato le atrocità che sono state evocate dal giudice Orie, dalle esecuzioni di massa, alle torture di detenuti, alle deportazioni disumane, agli stupri. Poi è stato allontanato dall'aula per le proteste quando i giudici stavano leggendo la sentenza conclusiva del processo a suo carico. "Stanno mentendo, stanno mentendo, non mi sento bene", ha gridato Mladic, prima di essere portato fuori da due guardie di sicurezza Onu su ordine del giudice Alphons Orie, che ha rifiutato di interrompere la lettura della sentenza invocata per un malessere.

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