Giornalista maltese uccisa con una bomba, era titolare dell’inchiesta sui MaltaFiles, branca mediterranea dei Panama Papers

La giornalista  Daphne Caruana Galizia è stata uccisa a Bidnija, nell’isola di Malta, da una bomba collocata nella sua auto e collegata all’accensione. La donna che è morta sul colpo era una giornalista impegnatissima nella lotta alla corruzione ed era conosciuta in ambito internazionale.
Era infatti la titolare dell’inchiesta sui MaltaFiles: aveva indagato sul coinvolgimento di personalità locali nei cosiddetti Panama Papers tanto da far indicare Malta come “lo Stato nel Mediterraneo che fa da base pirata per l’evasione fiscale nell’Unione europea”. Quindici giorni fa la giornalista aveva presentato denuncia alla polizia dopo aver ricevuto minacce di morte. Il premier maltese Joseph Muscat, oggetto assieme alla moglie delle inchieste della giornalista, ha condannato il “barbaro attacco”, del quale si è detto scioccato. Caruana Galizia stava infatti indagando su scandali di corruzione che coinvolgerebbero, tra gli altri, la moglie di Muscat, che sarebbe implicata nel caso dei Panama Paper. “Non riposerò, ha detto Muscat, fino a che giustizia non sia stata fatta. Tutti sanno che Caruana Galizia mi ha criticato fortemente sia a livello politico che personale. Ma nessuna rivalità – ha concluso il premier maltese – giustifica una morte del genere”.
La reporter che avaeva lavorato in numerose testate aveva trovato nel suo blog Running Commentary una notevole attenzione pubblica. Il suo ultimo post, pubblicato alle 14.35, pochi minuti prima di morire, riguarda la testimonianza in tribunale di Simon Busuttil, leader dell’opposizione, nel processo che vede coinvolto Keith Schembri, capo dello staff di Muscat. Schembri, accusato di corruzione, è stato tra i primi politici a essere travolto dallo scandalo dei Panama Papers.

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