Governo arriva la mossa di Mattarella: “Lunedì nuovo giro di consultazioni”, ma per ora è solo un replay prenditempo

Mentre Matteo Salvini e Luigi di Maio fanno fuoco e fiamme e riprendono i loro filoni di narrazione di tipo elettorale, con Salvini che rispolvera le ruspe, Di Maio che riscopre corruzione e conflitti d'interesse e il Pd in pieno ed ennesimo psicodramma, è strada sempre più in salita per il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sul quale grava in assordate solitudine il peso di dare un nuovo governo al Paese, mentre in Ue si decide sulla pelle degli italiani e le tensioni internazionali vedono la politica estera del Belpaese in mano ad Angelino Alfano che non rappresenta più nessuno. "Lunedì nuovo giro di consultazioni" si vocifera stia per annunciare Mattarella che nonostante il richiamo al senso di responsabilità e all'invito - lanciato dal Quirinale in occasione della Festa del lavoro - a lasciare da parte le istanze personali a favore del bene comune si vede costretto ad un replay che lo innervosisce non poco. Del resto le forze politiche, tutte, Pd compreso, restano ferme, inchiodate sulle loro posizioni. Nessun passo in avanti, nessuna apertura o convergenza a distanza di oltre 50 giorni dall'esito del voto che non ha individuato una maggioranza atta a guidare il Paese con in sostanza due vincitori: il centrodestra come coalizione e i 5 stelle come partito. Le distanze sembrano incolmabili. A nulla sono valsi i tentativi fatti finora dallo stesso Mattarella, dal Presidente del Senato, Elisabetta Maria Alberti Casellati e dal Presidente della Camera, Roberto Fico. Così come in ennesimo giro di gioco dell'oca si tornano ad affermare e stesse posizioni con Salvini che ci prova ancora bollando il possibile ricorso al voto come una perdita di tempo. Apriamo un tavolo con M5s continua a dire un poco pateticamente il leader della Lega. Da settimane infatti continua a ribadire che non ci sarà alcun accordo se non verrà coinvolto nelle 'trattative' l'intero centrodestra: "Fino all'ultimo proviamo a mettere insieme un Governo, ma gli altri non devono rimanere arroccati sul monte a dire quello mi piace e l'altro no" incalza da Genova spalleggiato dal neo governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga che sottolinea dai microfoni di Radio Capital: "Ci siamo presentati con una coalizione di centrodestra, non cambiamo le carte in tavola". Poi il leader del Carroccio invita nuovamente i grillini a sedersi ad un tavolo, a parlare di cose concrete ed auspica che le commissioni parlamentari inizino a lavorare per il bene degli italiani: "Si potrebbe già da domani", spiega. Infine Salvini avverte che tornare al voto sarebbe solo una perdita di tempo, almeno 2 anni fermi, e il Paese non se lo può permettere. Mi appello - dice in sostanza - al senso di responsabilità dei miei interlocutori. "Non ho più voglia di rispondere a insulti o fantasie - conclude - La proposta è chiara: se si vuole fare il governo si fa e si parte. Se si vuol cominciare a far lavorare il Parlamento, votando le commissioni di Camera e Senato, si fa e si parte. Se si vuole continuare a capricciare e litigare, a fare i bambini arroganti, ognuno fa le sue scelte e proviamo a fare tutto da soli". Nuovo giro nuova corsa è come in una giostrina Di Maio ripete la sua: “Lega piegata al Cavaliere. Subito al voto” . Parole che chiudono per l'ennesima volta ad ogni possibilità di dialogo spiegando che con il Cavaliere "non è possibile alcun governo del cambiamento".

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