Grandi manovre nel Centrodestra FVG. Conferenza stampa comune Tondo, Riccardi e Colautti per marcare il territorio

Riccardo Riccardi

Conferenza stampa di lusso questa mattina nel palazzo della Regione in Via Sabbadini a Udine, davanti ai giornalisti si sono presentati, uniti in una sorta di triunvirato, Renzo Tondo, leader di Autonomia Responsabile, Riccardo Riccardi di Forza Italia e Alessandro Colautti di Alternativa Popolare. Per chi si fosse perso qualche passaggio Alternativa Popolare è il nuovo nome degli alfaniani ex Ncd. I tre hanno parlato a lungo della situazione a loro dire “pericolosa” in cui giace la Regione Fvg dopo la gestione, ormai agli sgoccioli, della giunta Serracchiani. Si è parlato di rapporti “economici” fra Regione Fvg e Stato, rivendicando per altro la bontà del famoso accordo Tondo-Tremonti che, hanno detto, è quello che ha consentito di salvare le finanze della Regione consegnando alla Serracchiani delle potenzialità di sviluppo. Si è parlato anche di Trasporto pubblico locale, si è sfiorata la vicenda Mediocredito e si sono ribadite le posizione già note sulla vicenda Terza corsia, Newco e Autovie Venete. Chi avesse la voglia di ascoltare i discorsi dei tre relatori può farlo schiacciando il tasto avvio della registrazione in calce a questo articolo, per gli altri riportiamo la dichiarazione di Alessandro Colautti, rilasciata a margine dell'incontro : “Il nostro è un grido di allarme perchè non vorremmo vedere i capisaldi dell'autonomia prendere il largo, quando siamo quasi al termine della legislatura. Alcune recenti vicende ci hanno preoccupato e denotano, al di là delle difficoltà tecniche della Giunta, una scarsa forza contrattuale con il Governo e con le altre Regioni, aspetti che potrebbero mettere in difficoltà i cittadini del Friuli Venezia Giulia. Stiamo parlando di pietre miliari dell'autonomia regionale, come il trasporto pubblico locale, attaccato dall'esterno e da Ferrovie Nord e che solamente grazie ad una nostra indicazione è stato parzialmente protetto con il “congelamento” delle quote pubbliche dei Comuni in assestamento di bilancio. Parliamo anche della concessione di Autovie Venete, i cui introiti sono sempre stati la cassa di Friulia, impegnata ad aiutare le PMI della nostra Regione. Infine, a monte e ad un livello più strategico, c'è l'accordo Serracchiani – Padoan, scaduto a ridosso delle elezioni, che non è stato rinnovato e che pende come una spada di Damocle sul destino regionale. Bisogna avere la forza di rinegoziare il patto salvaguardando i nostri interessi dall'ingordigia dello stato centrale”.

Alessandro Colautti

Fin qui il detto nella conferenza e a margine di questa, ma è il non detto, quello che è stato lasciato intendere che fa notizia. Perchè è chiaro che il tema general generico della Conferenza stampa è stato un pretesto per lanciare dei messaggi, non di certo al centrosinistra di Serracchiani & C, ma all'interno dello stesso centrodestra. Il primo è già nella lettera di convocazione con i tre simboli bene in mostra, gli altri partono dalla consapevolezza che in realtà la partita con la Lega Nord è aperta, come è aperta quella con Progetto Fvg di Emidio Bini. Il gioco di chi potrà essere il “centro di gravità permanente” che attrae glia altri, non è sul tavolo, fanno capire Tondo, Riccardi e Colautti. Ed allora pesano come un macigno le parole di Renzo Tondo, che con lo stile mansueto che lo contraddistingue, ha fatto sapere che lui, di mettere a disposizione il privilegio acquisito di non dover raccogliere le firme per la presentazione della liste ad altri (leggi Bini), non ci pensa nemmeno per sogno.

Renzo Tondo

Bocche cucite invece sul possibile candidato governatore, per il quale hanno spiegato non solo c'è tempo, ma sono in gioco anche le dinamiche nazionali. Con onestà intellettuale è stato ammesso che la vicinanza delle scadenze elettorali crea difficoltà, perchè non tutto verrà deciso a livello regionale e qualche telefonata di richiamo all'ordine potrebbe arrivare da Roma. Le alchimie del resto saranno complessive fra regionali, comunali di Udine e altre municipalità ed elezioni nazionali. C'è poi un problema di classi dirigenti in generale, ha spiegato Riccardi, secondo cui, in tre o quattro mesi, sarà necessario produrre liste di candidati complessivamente con decine e decine di nomi , magari moltiplicati in più liste. Un problema che però è comune a tutti gli schieramenti e partiti, dato che “scendere in politica” senza garanzie di elezione, tutto sommato, è uno sport al quale, in assenza di motivazioni ideologiche, pochi si vogliono iscrivere.

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