Honsell vs Pizza, una panchina per due

Sopra la panca la capra campa, senza la panca la capra crepa-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Di Fabio Folisi

 

Questa mattina gli udinesi hanno scoperto che uno dei problemi del mondo è proprio nella loro città, oggetto quello che ormai in molti chiamano l'oscuro bosco di via Leopardi, che come nelle migliori favole create ad arte per spaventare i bambini, nasconderebbe le insidie più pericolose: dalle streghe all’uomo nero. Un pericolo così elevato da far armare le penne direttamente con il napalm invece che con l'inchiostro. Un modo per criminalizzare un’intera area della città che ha l'unica pecca di apparire multietnica e per questo “diversamente friulana”. Così si mettono in moto solerti commentatori e spacciatori di notizie in odore di scoop costruiti a tavolino, nulla di male se non fosse che la classe politica nella sua smania di apparire più che di essere, casca nel tranello con tutte le scarpe ed annaspa cercando nella cornucopia della fantasia, la soluzione al problema che non c'è. Così usa la motosega quando sarebbe sufficiente andar di forbice da potatura.

Ma di più, nel delirio di primeggiare cavalcando il razzista pensiero unico imperante, così elettoralmente popolare anche abiurando alla propria storia, non solo si avvallano le fandonie, ma addirittura si esce dal seminato e in un delirio di onnipotenza ci si sostituisce a chi il mandato popolare per decidere l'ha avuto. Certo in questo momento non è che il livello di elaborazione strategica del sindaco Honsell sia ai massimi livelli, ma pure lui, che spesso lascia che a fare la linea siano i suoi assessori, si è reso conto che si è andati oltre. Parliamo ovviamente della seconda ineffabile denuncia che riguarda la martoriata via Leopardi che più che ossequio al poeta ormai, nell'immaginario degli udinesi, sembra ricordare le sue disgrazie fisiche. Così dopo dopo l'idea di disboscare la pericolosa macchia verde all'interno della città, è arrivata la seconda solerte soluzione allo stesso problema. E l'idea meravigliosa arriva direttamente da palazzo d'Aronco, “togliamo le panchine”, pericolosi covi di malaffare, insomma la linea è quella già sperimentata nel vicino Veneto sulla base del filosofico “sopra la panca la capra campa, senza la panca la capra crepa”. Ma toglierle e basta le panche pareva brutto ed allora ecco che spunta l’alibi tecnico, sostituiamole con delle ben più virtuose piste ciclabili, se non altro in ossequio al detto latino “Mens sana in corpore sano”. Peccato che contrariamente a quanto dichiarato alla stampa dall'assessore Enrico Pizza il sindaco par nulla sapesse o forse sapeva a sua insaputa. Così il primo cittadino Furio Honsell ha platealmente sconfessato il suo assessore alla viabilità. Ha infatti preso carta e penna, il sindaco matematico, e con precisione geometrica ha spiegato che la proposta della ciclabile in via Leopardi al posto delle panchine non è una priorità. Ma non solo, ha aggiunto il primo cittadino: “ribadisco di non aver mai voluto eliminare nemmeno una panchina”. “Udine è sempre stata una città accogliente e non si sono mai volute attuare politiche che mirino a scacciare le persone che vogliono civilmente usare delle panchine. Io stesso mi ci sono seduto in passato proprio in quella via mentre aspettavo la corriera per andare a Lignano”. “Si smentisce in modo categorico – chiarisce Honsell – quanto dichiarato dall'assessore Pizza relativamente al progetto di eliminare le panchine di via Leopardi a favore di una pista ciclabile”. “Anche se in un lontano passato c'era stata un'ipotesi di realizzare in via Leopardi una ciclabile che collegasse piazzale D'Annunzio con piazzale della Repubblica, oggi quel progetto non è assolutamente più la priorità”. Come non credere al sindaco Honsell che finalmente si è reso conto che intorno a lui c'è un brulicare di attività che non controlla. A meno che le panchine di via Leopardi non siano oggi una priorità così come non lo era ieri il ponte sullo stretto di Messina per il premier Matteo Renzi. Dipenderà molto da quello che scriverà il Messaggero Veneto che giustamente fa pesare il suo ruolo di informatore semi-monopolista e chissà che dopo il disboscamento e la dismissione delle panchine, non sia arrivi a teorizzare la costruzione di un bel muraglione, del resto come si vede in Europa, sono di gran moda, così come presto vi sarà un ritorno dei ghetti.

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