Il commento dell’anima critica del M5S Claudia Gallanda sul deludente risultato elettorale

In una nota Claudia Gallanda,  che si può considerare l'anima critica del grillismo by Fvg, commenta in maniera piccata il risultato del  movimento di cui si sente ancora parte integrante. Gallanda inoltre  annuncia per sabato mattina alle 10  una conferenza stampa assieme a Marco Cargnello e Emma Agricola alle ore 10 al Palabocce di Cussignacco e poi spiega: “È difficile vincere con chi non si arrende mai” ha chiosato Alessandro Fraeloni Morgera, commentando i risultati elettorali in FVG e citando Gianroberto Casaleggio. Frase che sembra rivolta ai partiti in competizione mentre invece è un monito a se stessi. Neppure Claudia Gallanda, e con lei molti altri ferventi attivisti, si è arresa – né mai si arrenderà - allo strapotere interno imposto da chi si è sentito "generale delle truppe" fra i primi eletti di cinque anni fa, da Elena Bianchi a Stefano Patuanelli, da Marco Zullo a Paolo Menis, con i rispettivi scudieri, Fabrizio Uda in testa. Gli stessi che pare abbiano avuto voce in capitolo da Luigi Di Maio, novello capo politico del M5S, sulla scelta delle candidature locali. E non solo, dato che il M5S ha abbandonato la filosofia di partenza, trasformandosi in un partito gerarchico e accentratore. Il misero risultato in FVG è stato una disfatta annunciata, come ormai da anni avvisavo, inascoltata e diventando per questo solo scomoda al potere locale interno. Il Friuli-Venezia Giulia, Regione Autonoma, non ha mai seguito le logiche romane e non volerlo capire è stato il primo errore, ora come allora; un altro è stato credere di poter cavalcare l’onda delle elezioni nazionali; errore ulteriore la mancanza di riconoscimento: infatti molti attivisti hanno mal assorbito l’ingerenza centralistica e le imposizioni sulle candidature, per non dire dei regolamenti che mutavano repentinamente per favorire Tizio o Caio, escludendo senza motivo chiunque non fosse gradito ai sunnominati, primi responsabili della debacle: questo è stato il vero motivo di quelle liste risicate, non tanto per mancanza di candidature quanto per la volontà di escludere persone che per anni sono state attive sul territorio ma non troppo in sintonia con i “capibastone”, favorendo invece quei pochi, quasi del tutto sconosciuti, pescati chissà dove e da chissà chi.

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