Il turismo mondiale e la sua impronta ecologica

Photo by Porapak Apichodilok  / CC0 Creative Commons

Basta un click per organizzare una vacanza in una remota isola della Polinesia. Pochi passaggi per pianificare viaggi che qualche decennio fa avrebbero avuto bisogno di mesi per la loro progettazione. Per non parlare delle nuove etichette che con frequenza mensile ci propongono nuovi tipi di turismo: dall’emozionale a quello sostenibile, passando per il turismo lento o quello esperienziale di cui si parla sempre di più anche in Friuli Venezia Giulia.

 

I ricercatori dell’Università di Sidney, in Australia, hanno voluto misurare l'impronta ecologica del turismo. L'obiettivo è stato quello di valutare l'impatto del turismo sulle emissioni di CO2 globali. Un’impresa non da poco che ha ribaltato i dati disponibili precedenti mostrandoci un quadro nuovo sull'impatto del turismo dal punto di vista ambientale.

In base alla ricerca effettuata questa stima è salita dal 2,5% degli studi precedenti all’8% attuale. I dati pubblicati sulla rivista Nature Climate Change mettono in luce le emissioni legate al Paese di provenienza e quelle che vanno ad impattare sul Paese d’arrivo.

 

Nel primo caso vediamo in testa alla classifica Stati Uniti, Cina, Germania e India. Paesi che fanno registrare alti tassi di emissioni legate alle attività turistiche: non solo i mezzi di trasporto, ma anche infrastrutture, vendita al dettaglio, compreso il consumo di cibi e bevande. Se guardiamo ai Paesi ospiti gli impatti più rivelanti si registrano in quelle località remote come le isole Mauritius e le Seychelles dove in rapporto al piccolo numero di abitanti si osservano alti livelli di emissioni legate al settore turistico.

 

Al netto delle implicazioni economiche e ambientali che possiamo estrapolare dal lavoro del gruppo di ricerca dell’Università di Sidney questi dati mettono in luce numeri poco conosciuti che stanno dietro al turismo. Oggi più che mai questa industria deve necessariamente fare i conti con l’impronta ecologica che lascia dietro di sé. I tempi del turismo romantico da Grand Tour quando i viaggiatori si spostavano in carrozza sono ormai lontani.

 

Si trattava di viaggi appannaggio delle classi più abbienti e solo a partire dall’Ottocento si può davvero parlare di turismo moderno. E proprio in Europa questa nuova forma di svago nasce e si diffonde nel resto del mondo. Un proto turismo del benessere che aveva tutte le carte in regola per diventare nei decenni successivi turismo di massa. Ecco allora che le località termali come Baden-Baden in Germania con i loro teatri, le sale da gioco e gli scintillanti hotel diventano sinonimo di villeggiatura e accoglienza. E naturalmente fonte di reddito.

 

I luoghi di villeggiatura e gli operatori che in quei luoghi hanno investito e progettato le strutture creano un sistema virtuoso capace di coinvolgere tutti gli operatori e dare avvio alla moderna industria turistica.

 

Il ruolo del turismo nell'economia mondiale è diventato fondamentale. Stiamo parlando di un contributo del 10% all’economia globale, con dati rilevanti anche per il nostro Paese. L’Italia con i suoi 50,7 milioni di arrivi internazionali nel 2017 si piazza al quinto posto nella classifica mondiale. Il rapporto realizzato da Unicredit in partnership con il Touring Club Italiano mette in luce una situazione estremamente positiva per il settore turistico del nostro Paese con un contributo al PIL italiano pari al 4,2% che sale al 10,3% considerando  l’indotto.

 

Bene anche il Friuli Venezia Giulia che nel corso del 2017 ha fatto registrare un aumento delle presenza del +5,2%, mentre gli arrivi si attestano ad un +5,4%. Segni positivi che sono il risultato di una serie di strumenti messi in campo dalla regione per valorizzare e dare visibilità al territorio.

Non da ultima la pubblicazione da parte dell’editore EDT, quello delle celebri guide Lonely Planet, di una seconda edizione aggiornata della guida sul Friuli Venezia Giulia pubblicata la prima volta nel 2014 e presentata all’ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino.

 

Potrebbero interessarti anche...