Isis in rotta a Manbij una delle città roccaforti dei jihadisti nella provincia di Aleppo

Echi della guerra:  Giungono notizie positive dal fronte siriano, le Forze democratiche della Siria (Fsd), alleanza curdo-araba appoggiata dagli Stati Uniti, hanno preso il controllo dell'ultimo bastione dello Stato Islamico a Manbij, una delle città roccaforti dei jihadisti nella provincia di Aleppo. Insomma l'Isis sarebbe in rotta, anche se il condizionale è d''obbligo dato che le notizie che arrivano sono di parte vista l'impossibilità per la stampa indipendente di frequentare quei luoghi.
"Abbiamo preso il pieno controllo della città di Manbij", bastione dello Stato islamico (Isis) in Siria. A dare l'annuncio alla tv satellitare al Jazeera è stato il comandante del Consiglio Militare di Manbij, Adnan Abu Amjad, ma quasi a dimostrare come in realtà la confusione regni ancora sovrana ecco arrivare subito dopo la precisazione dal quartier generale delle forze curdo-siriane secondo la quale la città "non è del tutto liberata, ma si combatte ancora". Sembra invece certa la liberazione di 2000 ostaggi civili che i jihadisti in ritirata avevano catturato dalla città per essere usati come scudi umani, pare infatti che i miliziani che si erano quindi diretti verso la città di Jarablous, una roccaforte dell'Isis nella provincia di Aleppo, percorsi i quaranta chilometri che li separavano abbiano lasciato liberi i civili.
In sostanza però non è ancora del tutto chiara la situazione neppure a Manbij, la strategica città nel Nord della Siria che si trova sull'arteria stradale unica via di rifornimento a Raqqa, capitale siriana del califfato nero, dalla Turchia e la cui presa significa tafgliare ogni fonte di rifornimento alla capitale del califfato. Certa invece la notizia dei circa 2000 morti in 3 mesi di scontri per conquistare Manbij dove le forze dell'alleanza curdo-araba continuano a rastrellare il quartiere di al-Sirb che pare essere l'ultima sacca di resistenza degli jihadisti. L'assalto via terra è stato possibile perchè sostenuto dai bombardamenti della coalizione internazionale ed è iniziato alla fine di maggio, ma l'offensiva è stata rallentata dalla dura risposta dei combattenti del Califfato, che hanno usato mine nascoste e kamikaze per fermare l'avanzata. La scorsa settimana le forze curdo-arabe hanno lanciato l'ultimo assalto che ha permesso di liberare il 90% della città. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, la battaglia per Manbij è costata la vita a 437 civili, tra cui 105 bambini, 299 combattenti Sdf e 1.019 jihadisti.

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