Italia paese di imprenditori

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Secondo l’ultimo rapporto stilato dal Centro studi di Confindustria: «L’Italia si conferma un Paese di imprenditori ma fare impresa nella penisola è sempre più difficile».
Tra gli ostacoli da rimuovere: tasse, burocrazia e difficoltà di accesso al credito.
la situazione.Da quanto emerge dalla ricerca realizzata per il convegno biennale che si svolge a Parma, quasi un lavoratore su quattro è indipendente (imprenditore). Si tratta di una percentuale molto più alta della media europea, circa il doppio di quella tedesca e francese. «La crisi, però, ha senza dubbio contribuito a ridurre la voglia di avviare nuove iniziative: il 78% degli imprenditori ritiene che rispetto al passato l'avvio di una nuova impresa sia più complicato». La società ha una percezione positiva dell'imprenditore: il 53% degli italiani ha una buona opinione della figura imprenditoriale, per il 45,5% degli interpellati tale opinione è peggiorata; il 41,3% giudica gli imprenditori competenti e il 19% pensa che sia una persona onesta e corretta.
Questa vocazione imprenditoriale negli ultimi anni si è affievolita: il tasso di natalità delle imprese è sceso dal 12,5% del 2006 all'8,1% del 2014. Secondo il CsC, la crisi ha sicuramente inciso sulla voglia di aprire nuove imprese, ma, fra i principali ostacoli all'attività , il 54,3% degli intervistati annovera le tasse, il 45,7% la burocrazia e il 37,7% l'accesso al credito. La ricerca mette in luce che il 41,2% delle imprese è di prima generazione, una quota in aumento, mentre il 48,5% è stato avviato in passato dalla famiglia.
il commento. Secondo il direttore del centro studi degli industriali, Luca Paolazzi, «Gli imprenditori sono cruciali per uscire dalla crisi. Il nostro paese stenta a ripartire nonostante l’elevata imprenditoria presente. La priorità n° 1 è fermare la manina anti-impresa».

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